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Ironizza sui capelli del Premier: unica cosa giovane del Pdl

Bersani lancia la sfida: mai più antagonisti saremo il 1° partito

Il Segretario Pd: serve sicurezza e decisione

Bersani lancia la sfida: mai più antagonisti saremo il 1° partito
06/06/2011, 16:06

ROMA – Si sente in vena di sfide Pier Luigi Bersani leader del Pd che dichiara: ” Vogliamo essere il Partito numero uno in Italia” , parole dal sapore duellesco dettate anche e soprattutto dagli ultimi esiti elettorali delle recenti amministrative, che ha visto il Pdl sconfitto in due grandi città come Napoli e Milano; continua poi nella sua dichiarazione il segretario del Pd e precisa che il suo partito non è una possibilità da verificare:” bensì un soggetto riformista che volevamo e che intendiamo rafforzare”, questa la spiegazione di Bersani, che continua:” Ora vogliamo essere il primo partito italiano e il soggetto primario dell'alternativa democratica e riformista”. Inoltre assicura il leader del centrosinistra che per i democratici non ci sarà più la strada dell’ Unione, e in merito al prossimo governo dice:” Sarà un governo con a seguito al più grande forza riformista del Paese”, ed in merito agli errori del passato , assicura Bersani, non verranno più commessi.E poi conclude:” Ci prenderemo la responsabilità di confrontarci sul merito delle principali riforme con tutte le forze di opposizione. Il Paese non può più girovagare in maniera confusionale, ma ha bisogno di una rotta decisa”.Le affermazioni di Bersani non sono piaciute affatto al leader di Sel Nichi Vendola, ed in particolare quella della poca affidabilità del suo partito ,secondo il Segretario del Pd. Questo ha fatto si che Vendola rispedisse al mittente defindolo “meschino” il giudizio emesso da Bersani. Inoltre ha dichiarato:”Questo atteggiamento deriva dalla cultura del partito che io trovo un pò invecchiata. Al contrario tutti siamo chiamati a metterci in discussione. Quelli che venivano bollati come estremisti, hanno invece avuto una capacità di apertura culturale che dovrebbe essere di lezione per gli apologeti del moderatismo”. Chiaramente tra le righe si intuisce che il messaggio é: senza Sel il Pd non va da nessuna parte, e questo fortemente basato sulle vittorie di Pisapia a Milano e Zedda a Cagliari nelle ultime amministrative.

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di Antonio Sarracino
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