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Il leader del Pd: "Andremo alle urne a scadenza legislatura"

Bersani: "No a elezioni ad ottobre, Monti fino al 2013"

E sulla Lega: "Deve presentare conto sue responsabilità"

Bersani: 'No a elezioni ad ottobre, Monti fino al 2013'
20/04/2012, 21:04

Elezioni anticipate? Meglio di no. Prematuro andare al voto ad ottobre, sarebbe più opportuno aspettare la fine del mandato del professor Monti e del suo governo tecnico. È il leader del Pd Pierluigi Bersani a negare categoricamente di voler andare a un voto anticipato a ottobre. “Sento dire che Berlusconi andrebbe dicendo che siamo noi a pensarci a questa eventualità. Berlusconi pensi alle cose sue che al Pd ci penso io. Il Pd non ha intenzione di votare ad ottobre, il Pd ha una sola parola: Monti fino al 2013, se gli altri hanno problemi lo dicano". In altre parole: “Andremo a votare alla scadenza naturale della legislatura”. Poi a Verona, durante un incontro elettorale, Bersani ironizza: “Con tutte queste novità che ci racconta, finirà che siamo noi l'usato sicuro”. Per poi aggiungere: “Credo che ci sia un disagio nel centrodestra i tempi non sono semplici ma chi ci ha governato per otto anni negli ultimi dieci e ci ha portato ad una situazione come quella che il Governo Monti deve affrontare dovrebbe rinnovarsi parecchio per poter fare una proposta credibile agli italiani. Io non ci credo che riescano a trasformarsi così radicalmente”. È un Bersani che risponde a tutto campo,  anche sulla possibilità di uscire dall’euro. “Uscire dall'euro? Preferite forse andare con della carta straccia nel Mediterraneo? L'euro per noi e' una piattaforma ineludibile. Dopo di che, se le politiche di destra ci hanno portato a questo mezzo disastro, questo e' un altro discorso”. E ancora: “Il modo di difendere l'euro e' mettere un po' di crescita nel meccanismo europeo - ha aggiunto -, io spero che i risultati elettorali in Francia segnino non dico il miracolo il giorno dopo, ma il fatto che si possa discutere di una diversa politica europea''.  Il leader del Pd ne ha anche per la Lega Nord. “Credo che la Lega debba presentare il conto delle sue responsabilita' politiche per come ha guidato il Paese, per come ha promesso il federalismo, per come ha ridotto la dignita' ed il ruolo della piccola impresa” dice il segretario, sostenendo che “le vicende attuali stanno svelando cose poco simpatiche. Quando si creano partiti personali, miti quasi militareschi di appartenenza, non e' impossibile che si creino meccanismi strani, consorterie, familismi e cosi' via”. Secondo Bersani, infine, la Lega, come il Pdl devono pagare anche “per aver tradito i grandi obiettivi di sburocratizzazione, di semplificazione, di decentramento vero, di abbassamento fiscale''. Secca la risposta del Pdl: “Bersani ha paura. Se ad un Pdl che cerca di capire, interpretare e tradurre il cambiamento sociale, mettendosi in discussione e guardando a una speranza concreta per il futuro risponde che il Pd è l'usato sicuro, mi sembra in confusione. Usato sicuro sì, ma di fallimento” afferma il vice presidente del Gruppo Pdl della Camera, Jole Santelli.

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di Davide Gambardella
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