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Discorso in una piazza San Giovanni gremita

Bersani: "No ai ribaltoni, ma alleanze al centro e a sinistra"


Bersani: 'No ai ribaltoni, ma alleanze al centro e a sinistra'
05/11/2011, 17:11

ROMA - Ha offerto un magnifico spettacolo oggi piazza San Giovanni, gremita al massimo e con altre persone nelle vie di accesso che non potevano entrare. Ed erano tutti lì per ascoltare il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, durante la manifestazione organizzata per oggi dal partito.
E Bersani non li ha delusi, in un discorso di oltre un'ora nel quale ha toccato vari argomenti. Ha iniziato rivolgendo un saluto ai cinque militanti aggrediti e feriti da un gruppo di persone probabilmente legati ad ambienti dell'estrema destra: "Un saluto affettuoso a quei giovani democratici aggrediti vigliaccamente da quei delinquenti fascisti che girano ancora a Roma coccolati e impuniti". Espressione che non è piaciuta al sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che in una nota ha risposto che non ci sono delinquenti coccolati nella capitale.
Poi ha parlato della situazione dell'Italia nel mondo, dicendo che il compito del Pd è riportare l'Italia lì dove merita; ma per fare questo per prima cosa bisogna far cadere Berlusconi. In particolare, ha detto che bisogna smetterla di denigrare il partito e di spaccarsi (e qui è parso evidente il riferimento a Renzi, che però se n'è andato appena Bersani ha cominciato a parlare. Successivamente, su Twitter ha postato un messaggio in cui diceva che aveva altri impegni); e che anzi, bisogna cercare di accordarsi sia con l'Udc che con l'Idv e Sel. Ma senza fare un bis dell'Unione, defunta per i continui contrasti interni.
Sul governo, il segretario del Pd ha detto che non c'è alcuna intenzione di procedere con ribaltoni; ma che saranno disponibili ad appoggiare governi tecnici, per senso di responsabilità. No fermo, invece, ai licenziamenti facili: "Vogliamo incoraggiare i licenziamenti, pensando che questo migliori il mercato del lavoro? Come si può pensare una sciocchezza simile? Perché non pensiamo piuttosto a crearlo, un po' di lavoro?".
Ha poi concluso dicendo che il Pd è il primo partito del Paese e non può essere considerato come se fosse una ruota di scorta. Numerosi applausi hanno punteggiato il suo discorso, salutato da una vera e propria ovazione quando ha terminato.

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di Antonio Rispoli
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