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Il Pd apre alle riforme. Bonino: via alle pari opportunità

Bersani: "Non è Berlusconi a decidere quando fare l'amore"


Bersani: 'Non è Berlusconi a decidere quando fare l'amore'
11/01/2010, 19:01

ROMA - Pierluigi Bersani esce allo scoperto sul tema della riforme e annuncia : “Non decide Berlusconi quando si fa l’amore”. Insomma dialogo si ma a deciderlo non può essere solo il premier, le soluzioni vanno scelte insieme.
Il segretario del Pd si dice disponibile anche a un confronto con la maggioranza sul fisco, ma giudica come un ennesimo annuncio la proposta di riforma dell'esecutivo basata su due aliquote. "Ma quale riforma? Passano da un annuncio all’altro: due mesi fa si aboliva l’Irap, ora si riprende una proposta di 16 anni fa con due aliquote", ha detto il leader del Pd a margine di un incontro con i lavoratori di Malpensa.
"Noi siamo una forza d’opposizione - ha continuato - che dice cosa vede, e tiene ferme le proprie idee. Noi non siamo per il tanto peggio tanto meglio, siamo pronti a discutere su tutto, ma non se il Parlamento viene coperto da uno tsunami di iniziative ad personam perché pensiamo che questo possa pregiudicare un discorso per tutti gli italiani, e mette dentro un equivoco insormontabile".
Bersani ha ribadito la disponibilità a discutere sulle riforme istituzionali e anche di rileggere "i rapporti tra governo-Parlamento e magistratura", ma solo in un quadro complessivo.
Intanto la campagna elettorale per le prossime regionali entra nel vivo dove sono già stati scelti i candidati. È il caso del Lazio dove la candidata Emma Bonino ha deciso di coinvolgere tutte le donne con una campagna sulle pari opportunità.
Il livello di occupazione femminile in Italia è uno dei più bassi. "In Italia si nasce pari e si diventa dispare. Ma questo non può essere l'unico destino possibile per le donne": con queste parole la candidata governatore del Lazio ha presentato con l'economista Fiorella Kostoris il 'Comitato Pari o Dispare', un'Authority contro le discriminazioni di genere. In un Paese come il nostro che, ricorda Kostoris, ha "il tasso di occupazione delle donne più basso dell'Unione europea a 27 con la sola eccezione di Malta", certo l'obiettivo di "raggiungere la parità" può sembrare eccessivamente ambizioso. Ma il Comitato, costituito il 19 dicembre, intende promuovere la parità tra uomo e donna sulla base di una leva fondamentale per lo sviluppo dell'intera società, e non solo delle carriere femminili: "la meritocrazia".
Il problema non è solo di quante donne siano occupate, ma di quante raggiungano posizioni di vertice. E infatti l'Authority costituita dal Comitato applicherà il principio "comply or explain": alle aziende private, alle pubbliche amministrazioni, cioè, verrà chiesto perché non vengono assunte e promosse le donne. "Sono state cercate? Non sono state trovate? - dice Kostoris - Useremo la moral suasion, come si fa in altri Paesi". Anche perché in Italia non esiste un'Authority istituita dalla legge che effettui un monitoraggio di questo tipo, nonostante la Direttiva europea 54 prevedesse l'istituzione di "una Agenzia pubblica indipendente e dotata di terzietà rispetto all'esecutivo", che non ha mai visto la luce.
Per premiare amministrazioni e aziende virtuose il Comitato Pari o Dispare utilizzerà un sistema che si collega a una festività appena passata, quella della Befana: "Ai premiati daremo una moneta di cioccolata, e a chi discrimina le donne del carbone di zucchero".

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di Mario Aurilia
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