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Segretario apre la campagna elettorale parlando ai giovani

Bersani: “Partiti personali cancro della democrazia”


Bersani: “Partiti personali cancro della democrazia”
17/01/2013, 20:07

ROMA -  "Questa campagna elettorale si sta mettendo fuori dai binari, non sono soddisfatto, in questi termini noi non ci stiamo: non stiamo in una campagna fatta solo in termini di politicsmo e cabaret". Lo dichiara il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, in occasione dell’apertura ufficiale della campagna elettorale del Pd. E proprio in quest’occasione, Bersani ha voluto parlare ai giovani del partito. "Sono abbastanza stanco di dover essere tutti i giorni registrato su temi come 'io, Monti, la desistenza, il Senato e compagnia cantante' ,ha dichiarato il democratico. Sono abbastanza allibito del fatto che ci sia il cabaret per avere un titolo, mentre siamo davanti a un paese che ha bisogno di essere ricostruito. Noi parleremo dell'Italia e degli italiani".
Il segretario ha aperto la sua campagna elettorale nel teatro Ambra Jovinelli. Ad ascoltarlo molti giovani, qualche deputato uscente e militanti del Pd. Sul palco con il candidato a Palazzo Chigi, gli unici presenti che stanno prendendo a turno la parola sono Anna Ascani, 26 anni candidata alla Camera in Umbria; Enzo Lattuca, 25 anni, candidato alla Camera in Emilia e Valentina Paris, 30 anni, candidata in Campania alla Camera.
“Non si nasce imparati neanche in politica, ma non c'è bisogno di avere 60 anni per essere imparati", ha sottolineato Bersani. "La battaglia - ha aggiunto - la vinceremo non perché abbiamo la vittoria in tasca, l'avversario c'è e ha rialzato la testa ma perché susciteremo le nostre forze in tutto il Paese e le nostre forze questa volta sono in grado di battere la destra".
"Oggi avviamo la riscossa civica morale ed economica del Paese – ha dichiarato inoltre il candidato – deve tornare l'idea che la buona politica sia possibile. Noi diciamo no ad ogni qualunquismo che porta a posizioni fascistoidi per le quali non c'è destra e sinistra. La barra del Pd deve essere una politica seria e sobria, l'onesta che è una virtù privata ma anche un bene pubblico".  "Se andiamo al governo - ha assicurato ancora Bersani - cominciamo dal fare delle lenzuolate sulla moralità pubblica: ad esempio sulla corruzione due tre norme. Sui conflitti di interesse. Facciamo l'elenco delle principali sette otto norme ad personam e si aboliscono. Finché c'è la personam...".
Bersani ha poi centrato l’attenzione su ciò che descrive come il cancro della politica. "Io sono l'unico a non aver messo il nome nel simbolo, ha precisato Bersani. Sistemi organizzati su una persona che spesso si sceglie da sola sono un tumore che rendono la democrazia ingessata, inefficace e impotente. Pur essendo stato scelto da 3 milioni e 200 mila persone non metto il nome sul simbolo. Pur non essendo stato scelto come candidato premier da solo non metto il nome sul simbolo".
"Non sarà una passeggiata, loro suoneranno le loro trombe e noi le nostre campane. La nostra arma atomica è l'appello al popolo delle primarie", ha detto ancora il segretario. "Ci sono 3 milioni e 200 mila persone che dovremo raggiungere, gli chiederemo di non essere spettatori ma protagonisti. Adesso arriva il momento e credo ci sarà una mobilitazione". "Abbiamo fatto girare con le primarie la ruota del rinnovamento e la confermeremo anche nelle sfide del governo senza mai spezzare il filo tra generazioni purché vengano avanti i giovani", ha dichiarato infine Pierluigi Bersani, rivolgendosi alla Platea.

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di Erika Noschese
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