Politica / Politica

Commenta Stampa

"Ora si lavori al governo del cambiamento"

Bersani: "Renzi è una risorsa in questo grande squadrone"


Bersani: 'Renzi è una risorsa in questo grande squadrone'
03/12/2012, 20:50

ROMA – Il neo eletto leader del Pd, dopo l’esultanza della vittoria, sta delineando i prossimi obiettivi da centrare. Primo fra tutti: andare al governo. In partenza per la Libia, Bersani, soddisfatto di queste primarie considerate una nuova pagina scritta dal Pd in nome della democrazia, afferma: “La prossima avventura è il governo, il governo del cambiamento. Ora ci si mette al lavoro per allestire il programma”.
Non nasconde l’amarezza e la delusione Matteo Renzi : “Sono in modalità off. La partita è chiusa, ho perso. Sono dispiaciuto anche perché a metà ottobre i sondaggi erano fantastici ed io ci ho creduto”.
Il sindaco di Firenze riconferma la collaborazione, darà il suo contributo come primo cittadino di Firenze e come militante del Pd.
Intanto, quelli che rischiavano di essere “rottamati” sembrano rasserenarsi, Bindi e D’Alema festeggiano lo scampato pericolo con Bersani che ribadisce : “Adesso inizia la vera battaglia”.

Aggiornamento a cura di Rosa Alvino




ROMA - Matteo Renzi ha accettato senza colpo ferire la sconfitta.
Niente più polemiche, la disfatta c’è stata e tale deve essere definita.
Il Sindaco di Firenze sdrammatizza la resa citando un tweet lasciato sul suo profilo: "Su Twitter mi hanno scritto una battuta bellissima: caro Renzi, finalmente hai fatto qualcosa di sinistra. Hai perso”.
E dopo la disfatta, una telefonata cordiale, quella fatta da Renzi a Bersani, ha siglato la fine delle Primarie: “Hai vinto, congratulazioni”, è stato il commento del Sindaco toscano.
A Bersani, quindi, l’arduo ruolo di risollevare le sorti del centrosinistra, con una nuova prospettiva dell’elettorato: “Lasciamo questo compito: il dovere di andare a parlare non soltanto all'Italia che è andata ai gazebo, ma anche a quella che ne è restata fuori”, questo l’invito e il consiglio di Renzi al neo-vincitore.
Mentre Bersani gongola per il risultato, avendo ottenuto il 61% rispetto al 39% del suo rivale, afferma che l’unità nel Pd è l’unico fondamentale parametro da seguire, per le prossime elezioni: “Uniti si vince”, ha chiosato il segretario.
“Ora comincia la sfida più dura. Dobbiamo vincere senza raccontare favole. Dobbiamo vincere con la verità perché altrimenti non si governa”, dichiara il leader del centrosinistra.
E su una possibile alleanza tra Casini e Bersani, Renzi commenta : “Se Bersani vorrà fare un accordo con Casini, io sarò leale con gli schieramenti che il segretario che ha vinto farà. Ovviamente resto nel Pd che è casa mia”, ha specificato il Sindaco di Firenze.
Niente divorzi o fratture, quindi, all’orizzonte.

AGGIORNAMENTO DELLE ORE 20:50 DI EMANUELE DE LUCIA

Il vincitore delle primarie di centrosinistra è già al lavoro per il "governo del cambiamento". In linea con un programma che vada oltre Monti, intrecciando alleanze che superino le incompatibilità di governi passati e nel nome di un rinnovamento generazionale. Spunta nell'agenda Bersani anche un'ipotesi di fare le primarie per scegliere i parlamentari nel caso in cui rimanga in campo il 'detestato porcellum'. Il vice segretario del Pd Enrico Letta, nel frattempo, invita tutti a trattenersi da uno degli sport preferiti nel centrosinistra: "Non si cominci ora a fare liste di ministri o di proscrizione".
Da più parti del Partito Democratico arriva anche un freno a quanti vorrebbero mettere in secondo piano il peso politico di Matteo Renzi. Nel partito si ragiona su tutte le singole componenti che hanno contribuito al successo di queste primarie. L'asse con Nichi Vendola è uscito rafforzato dalle primarie e il segretario Bersani non vuole perdere né l'attrattiva del governatore pugliese né il bacino di elettori che fa capo al sindaco di Firenze. Il segretario del Pd non vuole nemmeno chiudere le porte a un patto di legislatura con i moderati, da Pierferdinando Casini a Luca Cordero di Montezemolo.
Il 'rottamatore' è "stato protagonista di questa bella avventura, ci ha messo energia, freschezza, è una risorsa come siamo tutti in questo grande squadrone". Queste le parole di Bersani che ha parlato di "splendida pagina di democrazia, una bellissima esperienza. La prossima avventura è il governo, il governo del cambiamento. Ora ci si mette al lavoro per allestire il programma. E siamo pronti ad affrontare i problemi con una nuova generazione in campo".
Dal canto suo, Matteo Renzi ha commentato su Twitter il 'day after' delle primarie, riconoscendo il suo ruolo dentro il partito e i suoi doveri di amministratore comunale e membro del Partito Democratico: "Chi ha vinto, ha l'onore e l'onere di rappresentare anche gli altri, senza alcun inciucio e impiccio. Chi ha perso, deve dimostrare di saper vivere la dignità e l'onore proprio quando la maggioranza sta da un'altra parte. Non abbiamo fatto questo lungo viaggio per fondare una 'correntina' dentro il Pd. Neanche se questa 'correntina' ha il 40% dei consensi dell'intero centrosinistra. Noi volevamo governare l'Italia. Per cambiarla come abbiamo detto fin dal primo giorno. Non ce l'abbiamo fatta. Allora è giusto riconoscere la sconfitta, senza troppi giri di parole in un Paese in cui tutti vincono e nessuno cambia. Noi daremo una mano al partito".

Commenta Stampa
di Rosa Alvino
Riproduzione riservata ©