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Il presidente francese: "Europa ha bisogno di progressisti"

Bersani riceve endorsement di Hollande e il placet europeo

Schulz, il "kapo" di Berlusconi: "Bersani grande leader"

Bersani riceve endorsement di Hollande e il placet europeo
10/02/2013, 10:01

TORINO - Una vittoria del Pd “per l'Italia e per l'Europa”. I socialisti europei, riuniti a Torino dalla Fondazione ItalianiEuropei, “benedicono” la candidatura di Pierluigi Bersani. Che incassa l'endorsement internazionale e va all'attacco dei suoi avversari. Così l'accordo sul bilancio Ue, vanto del presidente Monti, diventa una “vittoria di Pirro”, con il “giaguaro da smacchiare” Berlusconi che, in Europa, “non sa dove sedersi” e non sa “se viene accettato”. La platea del Teatro Regio è quella delle grandi occasioni. In prima fila ci sono - tra gli altri - il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, l'ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder, il presidente dell'Alleanza Progressista Hannes Swoboda e quello del Pse Sergei Stanishev. E c’è anche un videomessaggio del presidente della Francia, Francois Hollande. “L'Europa ha bisogno di responsabili politici credibili per la sua rinascita, ha bisogno di progressisti alla guida”, è l'appello dell'inquilino dell'Eliseo. “So quello che mi chiedete, volete che batta Berlusconi, un po' per me e un po' per voi”, è l'esordio di Bersani, che promette: “Smacchieremo il giaguaro, anche se non so come si traduce”, e giù le risate degli ospiti internazionali. Sotto la Mole è una raffica di complimenti per il segretario Pd. Schulz, il “Kapo” berlusconiano, parla di “un grande leader” e di “una bellissima persona”. “Sono qui per sostenere un amico”, dice spingendosi addirittura ad un calcistico “viva l'Italia”, lui che è tedesco. Al football si ispira anche il premier del Belgio Elio Di Rupo, per il quale “la politica non si gioca sui campi” da calcio, chiaro riferimento a Berlusconi e all'arrivo di Balotelli nel suo Milan.
I toni si fanno seri quando il discorso vira sulle prospettive dell'Europa, “che non può essere forte senza un'Italia forte”, sostiene Schroeder, mentre Swoboda chiede al Pd “una grande vittoria per cambiare l'Italia e l'Europa”. “Dopo la vittoria di Franois Hollande in Francia - aggiunge - abbiamo bisogno di un'Italia diversa in Europa. Il Partito democratico di Bersani non solo è parte della nostra famiglia europeista, ma è la sola forza politica italiana fortemente europeista”. L'assist è perfetto per Bersani, che fa della “Renaissance for Europe” - il tema dell'incontro di oggi - un punto di forza della sua corsa a Palazzo Chigi. “Noi sappiamo dove sederci in Europa e sappiamo di essere accettati laddove ci andiamo a sedere. Dicano gli altri, qui in Italia, dove intendono sedersi e dove pensano di essere accettati laddove intendono sedersi”, è il guanto di sfida ai rivali. “Berlusconi - si chiede - è accettato dove vuole sedersi? E Monti dove si siede, vicino a Berlusconi? Per tacere di Grillo e Ingroia: dove si siedono? Noi siamo gli unici che sanno dove sedersi”. Ma l'affondo è sull'approvazione del bilancio europeo e colpisce dritto al cuore l'ex alleato Monti. Per Bersani, nella lunga trattativa di Bruxelles c’è stata una discussione che non ha mostrato la consapevolezza che il problema della regressione del disegno europeo, innescato dalle destre, è ancora in movimento”. “Se alla fine di una riunione del genere - insiste - festeggia Cameron, vuole dire che tutte le altre son vittorie di Pirro”. Il rigore, secondo Bersani, da solo non basta più. “Ci vuole - sottolinea - un governo economico dell'Europa che cerchi di tenere insieme solidarietà crescita e democrazia”. Serve un patto per l'Europa, conclude, che alla verifica dei bilanci affianchi politiche per il lavoro e per la crescita

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di Valerio Esca
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