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Dopo il voto, il segretario del Pd tenta il rilancio

Bersani: “Serve una reazione forte, è in gioco l'Italia”


Bersani: “Serve una reazione forte, è in gioco l'Italia”
13/04/2010, 19:04

ROMA - “E' necessario organizzare una reazione forte”. Questo, in sintesi, il pensiero di Pier Luigi Bersani, il segretario del Pd, che, al termine della riunione con i senatori Democratici tenutasi alla biblioteca del Senato, apre la riflessione sui risultati elettorali e traccia quella che sarà la sua linea politica all'indomani delle elezioni regionali ed amministrative.
E non usa mezze misure. “Queste elezioni -spiega Bersani- hanno segnalato un distacco molto forte fra i cittadini e la politica che è stato certamente un elemento di difficoltà per noi ma non si può oscurare il fatto che anche la destra mostra per la prima volta una flessione. Il problema è come riavvicinare la politica ai cittadini e i temi economici e sociali sono quelli da cui riprendere l'iniziativa, a cominciare dalle nuove generazioni che sono senza prospettiva”.
Entrando poi nello specifico, il segretario del Partito democratico, ha parlato anche di uno dei temi caldi in questi giorni, l'organizzazione del Pd. “Discuteremo anche del partito -dichiara Bersani- di quali misure organizzative prendere per esprimere meglio la nostra forza sul territorio; non si sta riaprendo il dibattito sulla forma partito ma tutte le vicende ci insegnano qualcosa e quindi faremo delle modifiche per dare più spazio ai territori”.
Il leader del Pd ammette dunque che è necessaria “una riflessione e ad una discussione interna" poiché il partito è fatto da “una pluralità di anime che a volte faticano a trovare una sintesi”.
Nella riunione della segreteria di questa mattina, Bersani ha dovuto anche contenere gli umori negativi che si registrano nel partito che derivano sia dalla delusione post-voto, con il nuovo trauma rappresentato dal cedimento in una storica roccaforte della sinistra come Mantova; sia dalle reazioni alle dichiarazioni dell'ex premier Romano Prodi, che ha proposto un Pd in versione federale, con i venti segretari regionali al posto degli attuali dirigenti e senza primarie per la scelta del leader nazionale.
La priorità, tuttavia, per Bersani, resta quella di “rivolgersi alle questioni a cui tengono gli italiani, questa è la chiave perché si cresca come grande partito popolare”

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di Elisa Scarfogliero
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