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Il segratario nazionale del Pd apre anche alla Bonino

Bersani sulle riforme: "No a tsunami della giustizia e a leggi ad personam"


Bersani sulle riforme: 'No a tsunami della giustizia e a leggi ad personam'
07/01/2010, 18:01

ROMA - Il segretario nazionale del Partito Democratico sembra avere le idee chiare (almeno per il Lazio): apertura ad Emma Bonino, sguardo offeso rivolto all'Udc che, attraverso Lorenzo Cesa, fa sapere del suo appoggio a Renata Polverini e, udite udite, cenno d'intesa anche nei confronti del Pdl. La condizione però sembra piuttosto netta: niente leggi ad personam e nessuno "tsunami sulla giustizia". Riguardo alla regione Lazio il leader del Pd ha difatti dichiarato:"Oggi vedrò il segretario regionale ed il presidente dell'assemblea del Pd regionale. Sulla base delle indicazioni raccolte da Zingaretti negli ultimi due giorni verificheremo entrambe le ipotesi che lui mi ha presentato, poi prenderemo delle decisioni", Quanto al tema delle riforme, il leader Pd ha mandato un chiaro messaggio al premier: se ne può parlare anche se ci sono Regionali. "Ma niente 'tsunami' sulla giustizia".
Nessuna pressione su Enrico Letta come possibile candidato. Per il vice segreatario parrebbero "non esserci le condizioni adatte" ma, per quanto riguarda la posizione con i radicali "nel complesso delle Regioni in cui si vota, siamo disponibili a considerare anche forme di dialogo e di convergenza". Il tutto però, a quanto si intuisce, è demandato al confronto odierno tra Zingaretti e lo stesso Bersani. Il segretario ha difatti chiarito che "da soli o con un solo interlocutore prendiamo tre regioni"  e che "io non intendo consegnare alla Destra questo risultato- Non è vero che siamo in balia degli eventi, il nostro filo logico è rendere più competitivo il Pd". 
Insomma: "Per le regionali ci sono lavori in corso con passi significativi in alcune regioni, problemi aperti in due o tre" "la data di presentazione delle candidature è il 20 febbraio; il risultato si vede alla fine".

MONITO A BERLUSCONI
Pierluigi Bersani, come già precisato in incipit d'articolo, si dimostra intransigente con il Premier e dichiara infatti:"Siamo disponibili alle riforme purché siano di sistema..- se la destra turba le condizioni politiche invadendo il parlamento con uno tsunami di norme che sotto la veste di carattere generale hanno il solo scopo di risolvere i problemi del premier allora si prende la responsabilità di far fallire il confronto". In parole povere, il presidente del Consiglio "davanti alla nostra disponibilità a fare le riforme deve sapere dimostrare se mette avanti se stesso o i problemi del Paese".

DI PIETRO NON VUOLE ATTENDERE OLTRE

Intanto il leader Idv fa sapere di avere definito tutte le liste ed i rispettivi programmi e di essere pronto per partire. Rivolge "un appello fatto con il cuore" al centrosinistra ma, ricordando la sua telefonata di ieri sera con il leader del Partito democratico, ammette:"sinceramente devo dire che non ho capito cosa ha detto". 
Al momento, dunque, nel Lazio Udc e Pdl si cercano, si parlano e si capiscono, mentre, tra Italia dei valori e Pd, i "segnali di fumo" sono ancora poco chiari e frammentati. Una cosa però è certa per Di Pietro: il partito di Bersani "deve pensarci bene" prima anche solo di inziare trattative con il centrodestra nel settore delle riforme. "Ho visto che al Senato il Pd ha presentato una proposta di legge per reintrodurre l'immunità parlamentare. Noi vogliamo essere alleati con il Pd ma se lo scordano se pensano di poter essere contemporaneamente alleati con noi e fare ammiccamenti con gli assassini della democrazia"; ha dichiarato infatti l'ex pm.

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di Germano Milite
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