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'Stop alle singolari abitudini del presidente del Consiglio'

Bersani:"Berlusconi deve dimettersi per il bene del Paese"


Bersani:'Berlusconi deve dimettersi per il bene del Paese'
28/10/2010, 19:10

ROMA - Durante la conferenza stampa sulla riforma fiscale messa a punto dai democratici, Pier Luigi Bersani non si è fatto sfuggire l'occasione per criticare le "singolari abitudini del presidente del Consiglio". In merito alla vicenda della minorenne marocchina che ha coinvolto il premier, Silvio Berlusconi, il segretario del Pd ha infatti dichiarato: "Se è uno statista, dimostri senso di responsabilità, stacchi la spina al governo e si dimetta. Basta con le questioni esoteriche del lodo Alfano e altre questioni, che non voglio titolare, che portano al centro le singolari abitudini del presidente del Consiglio. Basta. Andate a casa. Qualcuno stacchi la spina perché il Paese ha problemi seri". E ancora: "Il Paese merita di avere un presidente del Consiglio in grado di rappresentarlo con dignità e sobrietà e un Parlamento che non sia imbarazzato dalle sue questioni personali". Alle parole del Cavaliere che si è definito una "persona di cuore, che aiuta chi ha bisogno", Bersani ha ironizzato: "Chissà quante migliaia di fermati per furto ci sono nelle Questure. Se è vero che Berlusconi ha buon cuore che fa, li lascia abbandonati così?".
Il leader democratico ha affermato, inoltre, di essere preoccupato per la situazione economica e finanziaria del Paese e anche per il grado di tensioni che si possono sviluppare. "Questo governo non è in grado di fare riforme e allora la proponiamo noi al Parlamento".
Si tratta di un testo articolato in diversi punti ma che ruota attorno a tre pilastri, come ha illustrato Franceschini: "Possiamo sintetizzarla come i 'tre 20': primo, la riduzione al 20% dell'aliquota sul primo scaglione; secondo, portare dal 12,5 al 20% la tassazione dei redditi da capitale ad esclusione dei titoli di Stato; terzo, applicazione dell'aliquota del 20% al reddito d'impresa e da lavoro autonomo". "In questo testo - afferma Bersani - ci sono novità radicali anche rispetto alla nostra esperienza. Il senso è quello di arricchire l'impresa più che l'imprenditore e inserire criteri di equità". Si tratta, ha aggiunto il segretario del Pd, di "un'operazione tesa anche a rilanciare l'attività del Parlamento che è stato totalmente privato della materia economico-finanziaria". La riforma arriverà al voto il 23 novembre e, ha spiegato Franceschini, "potremo anche votarla per parti separate in modo che la maggioranza possa esprimersi sui singoli punti". Bersani ha poi replicato a Tremonti sulla copertura della riforma anche attraverso la lotta all'evasione fiscale: "Tremonti dice che è come mettere il carro davanti ai buoi. Ma se lui ha messo una decina di miliardi a sostegno dell'equilibrio di bilancio indicandoli come previsione di lotta all'evasione: ha messo una carovana davanti ai buoi. E poi non si capisce da dove arrivano questi soldi visto che questo governo la lotta all'evasione è chiaro che non la vuole fare. Tremonti è quello che ha fatto il più vergognoso condono della storia e negli ultimi due anni il rapporto tra il recupero dell'evasione ex-post e la perdita di gettito dovuto alla riduzione della fedeltà fiscale è stato di 1 a 10: per ogni miliardo di euro di maggior recupero dai controlli, si è avuto un aumento di evasione di 10 miliardi di euro". 
Il segretario del Pd ha infine criticato anche i tagli annunciati da Renato Brunetta. "Tutto si può fare, persino una riduzione del turn over nella Pubblica amministrazione - ha detto Bersani - Anzi, io sono per una razionalizzazione. Ma va fatto prima un progetto industriale, bisogna indicare nuove missioni, cosa un ministero non deve più fare e cosa invece deve fare. Se mandiamo a casa così, alla carlona"

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di Tiziana Casciaro
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