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Il leader del Pd propone "La nuova alleanza democratica"

Bersani:"Un nuovo Ulivo per sconfiggere Berlusconi"


Bersani:'Un nuovo Ulivo per sconfiggere Berlusconi'
26/08/2010, 15:08

ROMA - Come di moda nell'ultimo periodo, anche Pierluigi Bersani parla ai suoi elettori attraverso una lunga lettera inviata a "La Repubblica". Il leader del Partito democratico, nella sua dettagliata epistola, lancia alcune proposte e diversi moniti ed avverte avversari ed alleati:"Berlusconi gode ancora di largo consenso ma il rapporto tra promesse e realtà è sempre più labile".
Un "Caro direttore" preannuncia l'incipit solenne e premonitore dedicato ai disastri combinati dal governo ed ai pericoli corsi dal paese sotto la scellerata guida della maggioranza di centrodestra. Una maggioranza che, per Bersani, ha fatto in modo che "l'impegno a riformare e a rafforzare le istituzioni repubblicane" si tramutasse "in una deformazione grave della nostra democrazia". Il tutto, continua la preoccupata arringa del democratico, accade perchè "ci si vuole trascinare ad un sistema dove il consenso viene prima delle regole e cioè delle forme e dei limiti della Costituzione; dove si limita l'indipendenza della Magistratura; dove il Parlamento viene composto da nominati; dove il Governo ha il diritto all'impunità e ad una informazione asservita e favorevole; dove si annebbiano i confini fra interesse pubblico e privato. I segni di tutto questo li abbiamo potuti valutare in questi anni berlusconiani".
Il paese viene dunque descritto come in preda ad un populismo sciatto ed incosciente; responsabile di una "politica ridotta a tifoseria" di un "allargamento del divario tra nord e sud" e, in generale, di "nessuna buona riforma sui problemi veri dei cittadini". Data la situazione drammatica, quindi, a Berlusconi restano solo due possibilit:  "ripiegare o alzare la posta".
E così, "l'alternativa che soffre ancora di debolezze che devono essere rapidamente superate", ha l'importante compito di "trasformare grande parte" delle "forze disperse in energia positiva, collegandole ad un progetto politico capace di sorreggere non solo una proposta di governo ma una proposta di sistema. Tocca al PD innanzitutto - prosegue la lettera-, come maggiore forza dell'opposizione, indicare una strada che colleghi efficacemente l'iniziativa di oggi alla sfida radicale e dirimente di domani".
"Rendendoci disponibili oggi ad un governo di transizione non cerchiamo né scorciatoie né ribaltoni -
incalza il leader del Pd -. Sfidiamo piuttosto la destra a riconoscere la realtà e ad ammettere l'impossibilità di mandare avanti l'attuale esperienza di governo e ad introdurre correttivi, a cominciare dalla legge elettorale, che consegnino lo scettro ai cittadini, per tornare poi in tempi brevi al voto. Sarebbe questo un tradimento del mandato elettorale? L'elettore in realtà è stato tradito da chi non è più in grado di rappresentare la sua coalizione e mantenere le promesse del suo programma. Sarebbe questo uno strappo costituzionale? Qui siamo all'analfabetismo o alla sfacciata malafede. E' l'esclusione in via di principio di questa ipotesi, il vero strappo costituzionale!".
Dopo aver ribadito come "doveroso" che "la destra in disfacimento certifichi la sua crisi in Parlamento", Bersani affonda il colpo ed annuncia:"Noi proporremmo un'alleanza democratica per una legislatura costituente. Un'alleanza capace finalmente di sconfiggere una interpretazione populista e distruttiva del bipolarismo, capace di riaffermare i principi costituzionali, di rafforzare le istituzioni rendendo più efficiente una salda democrazia parlamentare (a cominciare da una nuova legge elettorale) e di promuovere un federalismo concepito per unire e non per dividere. Sto parlando di una alleanza che può assumere, nell'emergenza, la forma di un patto politico ed elettorale vero e proprio - precisa ancora l'ex ministro - , o che invece può assumere forme più articolate di convergenza che garantiscano comunque un impegno comune sugli essenziali fondamenti costituzionali e sulle regole del gioco. Una proposta che potrebbe coinvolgere anche forze contrarie al berlusconismo che in un contesto politico normale (come già avviene in Europa) avrebbero un'altra collocazione; una proposta che dovrebbe rivolgersi ad energie esterne ai partiti interessate ad una svolta democratica, civica e morale. Come si vede, questa idea nasce dalla convinzione che la fuoriuscita dal berlusconismo non sia un processo lineare, cioè legato ad una semplice alternanza di governo in un sistema che funziona. Si dovrà uscire, lo ribadisco, da una fase politica e culturale e non solo da un governo, verso una repubblica in cui alternanza e bipolarismo assumano la forma di una vera fisiologia democratica".
Si tratterà, conclude la lettera,  "di un nuovo Ulivo ed una Alleanza per la democrazia. Su queste proposte il Pd vuole esprimere la sua funzione nazionale e di governo. Su queste basi politiche il Partito Democratico organizzerà per l'autunno una grande campagna di mobilitazione sui temi sociali e della democrazia. E' giunto il tempo infatti di suonare le nostre campane".

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di Paola Picilli
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