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Il Premier avvia una vera e propria campagna elettorale

Berusconi le prova tutte per dividere Fli


Berusconi le prova tutte per dividere Fli
12/12/2010, 09:12

Oramai, il clima, è quello di una e vera e propria campagna elettorale. A pochi giorni dal voto di fiducia, Silvio Berlusconi si da all'attivismo più esasperato, lanciando proclami d'autosufficienza, sperticandosi in promesse, rassicurazioni ed incontri presso i vari gazebi del Pdl.
Non si contano gli interventi telefonici (l'ultimo al congresso dell'Adc organizzato da Pionati a Napoli). Promotori, fedelissimi, procacciatori di voti e di nuovi nomi da acquistare in parlamento: la squadra del Popolo della Libertà perde punti in classifica ma tenta in tutti i modi di ingraziarsi arbitri, guardalinee, pubblico e giocatori di seconda fascia bisognosi di aiuto economico o desiderosi di lasciare la panchina.
Il Premier lancia quotidianamente ammonimenti e ripete  nella classica, mantrica maniera le invettive contro i "traditori e la sinistra"; al solito impegnati in qualche oscuro complotto con tinte di rosso per destituirlo e violare così la "sacra volontà popolare". Durissimo, come intuibile, il giudizio verso quei magistrati che hanno deciso di indagare su quella che per tutti è una plateale compravendita politica ma  che, per il Cavaliere, è invece una libera e responsabile scelta di chi "non volendo consegnare il Paese ad una crisi al buio", ha scelto "di dare una mano alla maggioranza".

CONTRO FLI
L'ossessione che in questi giorni fa passare notti insonni a Berlusconi è però la flottiglia di "traditori" di Fli. Tutte le energie sono infatti concentrate per effettuare una netta separazione tra i cosiddetti "falchi" e le cosiddette "colombe". I primi sono quelli che fin dalla prima scissione si sono platealmente dimostrati desiderosi di abbandonare il presidente del Consiglio ( i "cattivi") mentre, i secondi, sono coloro che il prossimo 14 dicembre decideranno di attenersi alla linea della "moderazione" per passare e far passare un Natale all'insegna della pace e  della tranquillità ( i "buoni").

LA LETTERA
Non è un caso, tra l'altro, che su Apcom si faccia riferimento preciso alla lettera promossa da Augello e Moffa che raccoglie le firme di 6 parlamentari di Fli e 10 Pdl e tenta di favorire, in questo modo, la riapertura del tanto nominato "dialogo" tra i due partiti. L'intento, come noto, è duplice: trattativa per un nuova agenda economico-sociale, riforme istituzionali e legge elettorale, e  rinuncia dei finiani al voto di sfiducia. In tal senso Berlusconi assicura che, dopo aver incassato la fiducia, sarà disponibile a discutere i temi caldi che riguardano le riforme e persino il nodo della modifica della legge elettorale; fatto però salvo il premio di maggioranza ed il sistema bipolarista.
In ogni caso, la lettera del duo Moffa-Augello, sembra destinata a cadere nel vuoto. In effetti, chi è vicino a Gianfranco Fini, riferisce che l'ex leader di An ha bollato il tentativo estremo di riavvicinamento come "iniziativa tardiva e superata".
Insomma: Berlusconi dovrà quasi sicuramente rassegnarsi a tenere il fiato sospeso fino a martedì prossimo; affidando tutto alla consueta ma forse oggi meno efficace propaganda demonizzatrice nei confronti del "nemico" e, in ultimo, al discorso che farà in Aula poco prima del voto di fiducia. Un discorso del quale, più di un parlamentare e di un osservatore esperto della politica italiana, potrebbe senza troppe difficoltà prevedere persino le virgole.

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di Germano Milite
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