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Fini:"Un governo che galleggia non serve al paese"

Bocchino e Fini su Berlusconi:"Dimissioni e reincarico"


Bocchino e Fini su Berlusconi:'Dimissioni e reincarico'
08/12/2010, 20:12

ROMA - "Per noi servono le sue dimissioni, ma siamo anche disposti a un reincarico 72 ore dopo a condizione che il premier accetti una nuova agenda economico-sociale". Così un risoluto Italo Bocchino  riguardo il fatidico voto di fiducia al governo Berlusconi atteso per il prossimo 14 dicembre. Parte integrante della discussione tra Fli e governo, come si legge su Liberonews, c'è però anche una legge elettorale "che preveda l’introduzione di una soglia minima per far scattare il premio di maggioranza e l’elezione nei collegi di metà dei deputati"
Il capogruppo di Futuro e libertà alla Camera, subito dopo ha fornito una secca ed ironica risposta riguardo le indiscrezioni che lo avrebbero voluto a cena, in un incontro privato e quasi segreto a Palazzo Grazioli, proprio con il Cavaliere:"E' più facile che la Clinton sia andata a cena con Assange...". ha detto osservato Bocchino. Dunque, ha proseguito,"non c'è nessuna preclusione". Riguardo il Berlusconi bis, invece:"A noi interessa che la maggiorana venga allargata all'Udc".
Dal canto suo, il Premier tenta di fare quadrato e di recupere i pezzi perduti, "acquistando" nuovi componenti per la propria magioranza maciullata. Attivi nel ruolo di candide colombe contro quelli che la stampa definisce "i falchi finiani", ci sono poi sia Gianni Letta che Angelino Alfano.

FINI APPOGGIA BOCCHINO
In piena linea con le dichirazioni bocchiniane, si è dimostrato anche il leader di Fli Gianfranco Fini. Durante la trasmissione Ballarò, difatti, il presidente della Camera non ha nascosto il proprio auspicio affinchè Berlusconi "si dimetta prima del 14 dicembre perché non gode più di una maggioranza né numerica né politica, almeno alla Camera". Ma l'ex leader di An, non pago, ha scagliato la seconda bordata contro l'esecutivo:"Anche un paracarro è stabile, ma non serve a niente. L'Italia"ha bisogno di un governo che governi, non che galleggi". Non a caso, secondo Fini, la crisi governativa è stata senza dubbio "frutto della scelta scellerata di espellere il cofondatore del partito".
Guai a parlare di ribaltoni, però. Il numero uno futurista ribadisce con forza che "Il vero ribaltone lo ha fatto chi si è considerato il padrone del partito" illudendosi "di poter prescindere dal fatto che nella maggioranza si era costituita una nuova forza politica come Futuro e libertà".

NANIA INVIPERITO
"Fli ha lanciato l'aggressione al PdL, ha messo in crisi il governo, ha presentato una propria mozione di sfiducia che sommata a quella dell'opposizione arriva a quota 317 voti e pretende che il Premier si dimetta prima del voto: è questa la teoria dei presunti sostenitori della democrazia parlamentare?". Si esprime con toni duri e senza mezzi termini, l'ex presidente del Senato Domenico Nania che poi incalza:"C'è chi facendo il killer del Governo pretende di fare il bene del Paese, ma chi crea il problema non può esserne la soluzione. Se Fini e Fli avessero veramente a cuore l'interesse del Paese non perseverebbero nelle manovre di Palazzo ma chiederebbero a gran voce il voto come unica e naturale via d'uscita. Perché Fini esclude l'ipotesi di andare al voto?".
Ovviamente l'interpretazione non prendere minimamente in considerazione il fatto che, il problema, potrebbero averlo creato proprio il Pdl e Berlusconi.

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di Germano Milite
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