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L'ex capogruppo Pdl replica alle accuse de "Il Giornale"

Bocchino: i contratti Rai vanno a Berlusconi


Bocchino: i contratti Rai vanno a Berlusconi
02/05/2010, 12:05

ROMA – I soldi della Rai a mia moglie? E Silvio Berlusconi allora? Dura replica di Italo Bocchino sulla vicenda dei rapporti tra la sua famiglia e l’emittente di Stato. Ai microfoni di SkyTg24, infatti, l’ex vicecapogruppo Pdl alla Camera risponde alle accuse mosse giorni fa dal quotidiano “Il Giornale”: “"E' vero che mia suocera e mia moglie hanno contratti con la Rai per diversi milioni, in quanto titolari di società che produce fiction, vendendole anche alla Tv pubblica” – ha detto –“ Fanno altrettanto le società della famiglia Berlusconi, che sono infatti i primi fornitori della Rai”.
Accuse tutt’altro che velate, dunque, che riprendono i fili del “j’accuse” del quotidiano diretto da Vittorio Feltri il 30 aprile scorso. "La consorte del finiano 'rissoso'” - si legge nell’articolo in questione  - “Gabriella Buontempo, è titolare di una società, la Goodtime Enterprise, che da tempo lavora per la Tv di Stato, producendo fiction, ramo d'oro dell'azienda". La moglie di Bocchino sta mettendo a punto una serie in sei puntate, intitolata “La Narcotici”, che andrà in onda a settembre, e per la quale ha ottenuto il compenso di 6 milioni, uno a puntata. Mentre la madre, Giovanna Buontempo, ha con la Rai un contratto che prevede il compenso di un milione e mezzo di euro.
Nel corso dell’intervista a Maria Latella, lo stesso politico conferma il lavoro della consorte, ma precisa: "Mia moglie fa quello di mestiere, e i prezzi indicati dall'articolo sono quelli di mercato. Ricordo che l'ho conosciuta nel '93, e che lei già nel '90 aveva prodotto due documentari firmati da registi importanti per la Rai, in occasione dei Mondiali di calcio". Il deputato insiste poi sul fatto che non è certo un illecito che i familiari degli esponenti politici producano programmi per la Rai: "Se vogliamo fare un codice che lo vieti, io sono d'accordo” – ha concluso Bocchino –“Ma al momento è un atto lecito, non riesco a capire come si fa a considerarla un'accusa. E' come se io accusassi il premier del fatto che il maggior produttore di programmi per la Rai siano le società di Berlusconi e dei suoi figli...".

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di Ornella d'Anna
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