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25 aprile: poca istituzionalità del Presidente della Camera

Bocchino si dimette, Fini fa politica su Rai Tre


Bocchino si dimette, Fini fa politica su Rai Tre
25/04/2010, 15:04

Dopo la polemica in diretta tra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi, il presidente della Camera è stato ospite nella tana del “nemico” Lucia Annunziata. L’ex leader di AN è apparso sottotono e pronto a ritrattare quanto detto sul palco durante il direttivo del PDL. Gianfranco Fini non ha messo in dubbio la leadership del Premier Berlusconi, affermando che il leader è solo uno: Silvio Berlusconi. Preoccupato forse per le ripercussioni che la sua sceneggiata nel congresso ha creato sul suo fidato assistente e vicecapogruppo, Italo Bocchino, l’ex leader di AN ha anche detto che in questi giorni incontrerà Bossi sulle tematiche della sicurezza e del federalismo fiscale, dimenticandosi di aver contestato con livore la scelta del PDL di avviare una stretta collaborazione politica ed amministrativa con la Lega Nord.

NIENTE ELEZIONI ANTICIPATE - Un Gianfranco Fini che parla anche di irresponsabilità di quei soggetti che avanzano ipotesi sulle elezioni anticipate ed che smentisce categoricamente il 7% di elettorato attribuitogli dal quotidiano La Repubblica nell’edizione odierna. Il presidente della Camera si è mostrato a tutti i telespettatori il giorno del 25 aprile, dove, tra vari impegni istituzionali previsti per la festa della Liberazione, ha trovato il tempo per apparire in tv per parlare di politica a differenza del suo collega al Senato Schifani, che ha fatto sapere di avere impegni esclusivamente familiari e "di Stato" anche nei prossimi giorni. Non è stato difficile leggere tra le parole dell'ex leader di AN una ideologia moderata che appartiene ad una politica centristra a lui mai appartenuta, se non nell'ultimo periodo: quando ha visto perdere precipitosamente il suo peso all'interno del partito, nato dalla fusione di AN e Forza Italia. Adesso, non gli resta che creare da zero un partito contando su pochi suoi fedelissimi e raccattando voti dal centro, dai moderati di sinistra e dai pochi "pentiti" di centrodestra. 
 
BOCCHINO: Mi dimetterò - Nel frattempo, Italo Bocchino si è dimesso dalla vicepresidenza del gruppo del Pdl alla Camera. Il parlamentare 'finiano' annuncia di avere scritto la lettera di dimissioni che consegnerà a Fabrizio Cicchitto, chiedendo anche "un incontro con il coordinatore Denis Verdini e con Silvio Berlusconi" per avere "una discussione politica". Pronto, poi, "il giorno dopo, se necessario, a presentarmi all'assemblea del gruppo". Nella vicenda, lui che era "il meno finiano", che ha avuto "meno di tutti da Gianfranco" ci ha "messo la faccia" e si stupisce del fatto che molti ex colonnelli di Fini abbiano scelto di stare con Berlusconi. "La scelta di La Russa - dice - credo che tolga il sonno a Gianfranco". E' "difficile" per Bocchino, "dire perché Ignazio si sia comportato così: era in una botte di ferro. Poteva continuare ad essere il coordinatore in quota An, e invece...". Stupisce meno, invece, le scelte di Gasparri "che con Gianfranco aveva già rotto", mentre Alemanno "che fa il sindaco di Roma, che urgenza aveva di schierarsi?". Per i finiani, spiega, "è impensabile un governo con una maggioranza diversa" e "parlare di elezioni anticipate" è "un errore politico". Non ci sarà "nessuna guerriglia, né sabotaggio", ma, conclude, "è chiaro che se cominciano le liste di epurazione allora andremo allo scontro".

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di Livio Varriale
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