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Finiani felici, il ricorso alle urne sembra scongiurato

Bocchino soddisfatto:"Velleitario sostituire Fini con Casini"


Bocchino soddisfatto:'Velleitario sostituire Fini con Casini'
26/08/2010, 09:08

ROMA - Finiani decisamente soddisfatti dopo il misero fallimento delle trattative tra Pdl ed Udc per (ri)portare il partito centrista all'interno della maggioranza e, non per ultimo, per il crollo dell'ipotesi urne più volte sventola (per minaccia più che per reale intenzione) sia dal Popolo delle libertà che dalla Lega.
L'accordo con il partito di Pier Ferdinando Casini pare dunque saltato, un po' per la pressioni contrarissime di Umberto Bossi, un po' di più per lo stesso Casini che si è imposto con ripetuti "no grazie". Sulla questione il primo ad esprimere un parere è Italo Bocchino:"Si conferma che quella delle elezioni anticipate era una boutade estiva – sostiene il capogruppo alla Camera –. Condividiamo le parole di Bossi, non c'è ragione di andare a elezioni anticipate. Dopo la costituzione dei gruppi di Futuro e libertà la maggioranza è rimasta invariata, quindi non occorre andare alle urne. Noi facciamo parte del centro-destra e voteremo sempre la fiducia a tutti i provvedimenti che sono parte del programma di governo".
L'occasione di presenta ghiotta per dire qualcosa anche riguardo quei provvedimeni che, come il processo breve, risultano importanti ma non presenti nel programma di governo. Ancora una volta, in questo senso, da Fli viene dimostrato un atteggiamento disposto al dialogo ma indisposto alle scelte unilaterali del Premier e dei suoi fidatissimi; visto che "su quei provvedimenti non siamo disposti ad accettare aut aut, ma siamo pronti a discutere e a confrontarci".
Contrario ad una sostituzione di Fini con Casini che "sarebbe velleitaria e non rispetterebbe la volotà degli elettori", Bocchino si dimostra però bendisposto nei confronti di allargamenti della maggioranza verso forze antagoniste della sinistra. Tra queste, come già proposto in precedenza, il fedelissimo finiano aveva pensato ad un accordo con l'Api di Francesco Rutelli, gli scontenti del Pd e la stessa Udc. Un pensiero, quello bocchiniano, assolutamente allineato a quello di Gianfranco Fini; al momento in vacanza e lontano dall'idea di rilasciare dichiarazioni ufficiali.
Tornando al tema giustizia, come riporta anche Il Sole 24 ore, la nuova corrente finiana si sforza di presentarsi come non schiava di pregiudizi e barricate aprioristiche ma, al contempo e con le parole di Fabio Granata, a dimostrare che è disposta a concedere poco; almeno con gli intenti:"Sosterremo il programma di governo ma non cederemo a nessun compromesso sui provvedimenti che riguardano il sistema giudiziario e la difesa dello Stato di diritto e della legalità".
In ultimo, chi si attendenva mirabolanti annunci e la formazione di un nuovo partito durante la "sfilata" di Mirabello, rimarrà probabilmente molto deluso dalla cautela espressa dagli esponenti di Fli che, proprio con Bocchino in testa, sottolineano:"Non è in programma per Mirabello l'annuncio di nessun partito, settembre sarà un mese delicato ed è bene che non ci siano strappi".
Del resto le gatte da pelare sono diverse e caratterizzate soprattutto dai cosiddetti "finiani moderati". Quella parte, cioè, che dalla nuova corrente continua a strizzare l'occhio al Pdl e a sentirsi meno vogliosa di prese di distanza significative. Emblematico, a tal proposito, il discorso del deputato Fli Giuseppe Consolo sul tema della giustizia:"In Fli non tutti sono d'accordo con Bocchino, ma ora è da Fini che vogliamo sapere qual è la linea vera. Ad esempio sul nodo giustizia c'è un malinteso: il processo breve è stato votato dai nostri colleghi in Senato. Non è una cosa sulla quale possiamo chiudere gli occhi. Lo stesso vale per le intercettazioni e per il lodo Alfano: noi quel testo lo abbiamo votato, ora, che cosa è cambiato?".
Intanto, anche Fini, attende con il fiato sospeso e confidando in un annullamento il giudizio espresso dalla riunione dei probiviri del Pdl per decidere su eventuali provvedimenti da prendere nei confronti del tro Bocchino, Briguglio, Granata.

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di Germano Milite
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