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Ma l'opposizione e Fli criticano il suo operato

Bondi alla Camera: "Per Pompei non merito la sfiducia"


Bondi alla Camera: 'Per Pompei non merito la sfiducia'
10/11/2010, 11:11

ROMA - Discussione alla Camera dei Deputati sul crollo della Schola Gladiatorum di Pompei. Il primo a parlare è stato il Ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi, che ha illustrato la sua versione edi fatti. E qui Bondi ha respinto ogni accusa: non è vero che il crollo è stato causato dalla carenza di risorse economiche, perchè i finanziamenti a Pompei non sono mancati; la causa è stata strutturale, causata dal soffitto in cemento armato che venne posto una ventina di anni fa. Poi ha aggiunto: "E' comodo addossare responsabiltà a me o al governo per i pochi investimenti. Dobbiamo avere tutti il senso della misura ed evitare strumentalizzazioni di carattere politico. Chiedere le mie dimissioni non sarebbe politicamente e moralmente giusto, non lo merito, sarebbe un segno di incattivimento della lotta politica in Italia. Se devo esplodere come una mina non è problema che riguarda il patrimonio".
Il dibattito ha riguardato le responsabilità di Bondi, con il Pdl che ha difeso l'operato del Ministro e del governo; la Lega Nord che ha sottolineato come questo crollo sia stato causato dalla sciagurata gestione delle entrate del sito archeologico, mal amministrate dai dirigenti napoletani. Al contrario il Pd, l'Italia dei Valori e l'Unione di Centro hanno chiesto che il Bondi si dimetta, avendo dimostrato la propria incapacità nel suo ruolo. Leggermente differente la posizione di Fli che, con Fabio Granata, ha duramente operato l'operato del Ministro, senza però chiederne le dimissioni, ma "deve assumersi le sue pesantissime responsabilità politiche". L'ennesimo esempio di come il partito non abbia ancora deciso quale posizione occupare rispetto al governo.

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di Antonio Rispoli
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