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"Su Verdini dichiarazioni gravi in maniera inaudita"

Bondi e Cicchitto si scagliano contro Italo Bocchino


Bondi e Cicchitto si scagliano contro Italo Bocchino
12/07/2010, 18:07

ROMA - Non si placa ed anzi sembra crescere giornalmente d'intensità lo scontro interno tra la corrente finiana e gli uomini fedeli a Silvio Berlusconi. Questa volta, motivo di tensione, sono le dichiarazioni rilasciate da Italo Bocchino riguardo il possibile coinvolgimento all'interno della cosiddetta "nuova P2" di Denis Verdini.
Il vicecapogruppo del Pdl, infatti, sostiene con sicurezza che, Verdini, "sarà costretto a dimettersi quando emergeranno le intercettazioni che hanno portato a indagare" proprio su di lui. Immediata e stizzita la risposta del ministro Sandro Bondi e del coordinatore del Pdl
Fabrizio Cicchitto. Per i due fedelissimi del Premier, infatti, "Le dichiarazioni dell'On. Bocchino di essere a conoscenza dei verbali di intercettazioni riguardanti indagini giudiziarie in corso, che secondo lui saranno pubblicate a breve sui mezzi di comunicazione, secondo il mal costume in voga nel nostro Paese, sono di una gravità inaudita".
Ma i due, inviperiti contro il collega di partito, incalzano:"A questo punto l'On. Bocchino ha l'obbligo di riferire come sia giunto in possesso di tali verbali, in che modo e attraverso quali canali".
Visto anche che "questa vicenda dimostra a quale livello di degrado e di spregiudicatezza giungano alcuni esponenti politici. Inoltre rivela, se fosse confermata, l'intreccio perverso non solo tra una parte della magistratura e il mondo dell'informazione, ma anche tra ambienti giudiziari e esponenti politici, che utilizzano notizie coperte da segreto istruttorio come strumento di lotta politica".
Parole durissime alle quali Bocchino ha risposto in maniera pacata e diplomatica:"Gli amici Bondi e Cicchitto possono star tranquilli che non c'è alcun complotto in giro, né misteri. Quando ho parlato di atti che a mio giudizio porranno un problema di opportunità politica a Berlusconi sul caso Verdini, mi riferivo semplicemente all'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Carboni e soci, documento in possesso di tutte le redazioni dei giornali".
Come si legge anche su La Repubblica, il vicecapogruppo del Pdl alla Camera ha sottolineato poi che "A pagina 50 si parla di un'informativa dei carabinieri di duemila pagine con allegate altre 4000 pagine di atti e documenti, gran parte intercettazioni. Sempre a pagina 50 c'è scritto che il pm allo stato ha formalizzato richieste solo per il reato associativo e non per i delitti-fine quali corruzione, abuso d'ufficio e altro, chiarendo a pagina quattro di aver utilizzato soltanto le telefonate con parlamentari necessarie a sostenere la misura nei confronti degli altri indagati. Tutto chiaro e limpido pertanto, senza alcun mistero".
Di contorno all'ennesima diatriba dialettico-politica tra finiani e pdellini ci sono le dichiarazioni-preoccupazioni dell'Associazione Nazionale dei Magistrati che, attravero la voce del presidente Luca Palamara, rimarca la pressante necessità di "riproporre in modo forte il tema della questione morale all'interno della magistratura" a seguito degli sviiluppi dell'inchiesta su Flavio Carboni e Denis Verdini. Un'indagine che, come oramai noto, ha palesato diverse manovre operate per inserire nei "posti giusti" dei giudici manovrati dagli stessi indagati. Un sistema para-massonico che Palamara ha denunciato con forza, precisando che "La magistratura che noi vogliamo  non può permettersi di avere al suo interno situazioni di opacità anche quando queste riguardano le nomine di importanti uffici direttivi".

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di Germano Milite
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