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Si sentirebbe sempre più isolato all'interno del partito

Bondi sempre più vicino alle dimissioni


Bondi sempre più vicino alle dimissioni
27/12/2010, 09:12

ROMA - Forse non si arriverà alla discussione della mozione di sfiducia individuale contro il Ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi, ai primi di gennaio, come dovrebbe essere. Il dubbio diventa sempre più evidente, man mano che passa il tempo. Alla base della decisione, una concomitanza di diversi motivi. La principale riguarda il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: una decisione della Corte Costituzionale che avvenga l'11 (o più verosimilmente il 25) gennaio sulla legge Alfano che garantisce l'immunità del premier, se venisse presa subito dopo la sfiducia del Ministro, rischierebbe di essere influenzata da quest'ultima e quindi negativa.
Ma poi c'è il problema delle critiche che ormai arrivano da ogni parte: non solo quelle legate ai crolli di Pompei, per cui è stata depositata la mozione di sfiducia; ma anche per le vicende del Fondo Unico dello Spettacolo (Fus). Nonostante le promesse, alla fine è rimasto di 258 milioni di euro, contro i 398 milioni dell'anno scorso di cui era stato promesso il reintegro. Cosa che ha scatenato l'ira del mondo dello spettacolo che non può fare una seria programmazione industriale con un fondo così ridotto. Insomma, una sentenza quasi di morte per il già disastrato cinema italiano.
Di conseguenza i rischi sono elevati, anche a causa della scarsissima superiorità di voti di cui dispone la maggioranza alla Camera. Quindi può capitare che alla fine Bondi preferisca dimettersi anzichè rischiare un voto che indebolirebbe Berlusconi. Anche perchè non bisogna dimenticare che in questa maniera si libera un nuovo posto di governo, oltre alla decina di posti lasciati liberi dalle dimissioni in massa degli uomini di Fli. Tutta merce con cui Berlusconi potrà ricompensare altre persone che decidessero di abbandonare il proprio partito per rinforzare il Pdl

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di Antonio Rispoli
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