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Rischio spaccatura della Lega, rischio elezioni anticipate

Bossi al bivio: governare l'Italia o guidare il partito?


Bossi al bivio: governare l'Italia o guidare il partito?
22/10/2011, 16:10

MILANO - Appare sempre più evidente che la Lega Nord ormai è in procinto di spaccarsi. In apparenza risulta più o meno compatta, ma ci sono molti piccoli episodi che negli ultimi giorni hanno dimostrato che non è così. Innanzitutto i Giovani Padani di Varese, cacciati fuori dalla sede perchè hanno contestato con uno striscione l'elezione di Canton come segretario provinciale del partito. Poi gli insulti di Bossi al sindaco di Verona Flavio Tosi, e le repliche di quest'ultimo che ha criticato il governo e il fatto che la Lega lo appoggi. E quindi la risposta del partito, con Gian Paolo Gobbo - segretario regionale del Veneto - che ha "declassato" 21 militanti appartenenti all'ala di Tosi ad Arzignano, in provincia di Vicenza e poi altri 17 a Chioggia, in provincia di Vicenza. A questi 38 militanti è stato tolto il diritto di voto nelle assemblee.
Senza contare la netta separazione che c'è tra Bossi e Maroni, all'interno del governo, ed in parte all'interno del Parlamento tra "bossiani" e "maroniani". Per questo gira voce che il leader leghista abbia intenzione di risolvere il nodo gordiano che si sta creando con il più classico dei tagli: addio al governo e nuove elezioni. In questa maniera potrebbe ottenere diversi risultati contemporaneamente. Innanzitutto, grazie al Porcellum, potrebbe epurare di fatto tutti i maroniani; cosa che sarebbe semplificata dalla eventuale sconfitta (prevista da tutti i sondaggi) alla Camera dei Deputati, che ridurrebbe il numero dei parlamentari in maniera cospicua. Secondariamente, eviterebbe di assumersi le responsabilità relative ad una crisi economica che le politiche del governo non fanno che peggiorare. IN particolare, è facile che tra poco la Ue ci costringa ad iniziative distruttive per la nostra economia e molto impopolari, come un taglio alle pensioni e magari anche agli stipendi dei dipendenti pubblici. E il leader leghista accarezza l'idea di lasciare l'incombenza ad un futuro governo di centrosinistra per poi lucrarne il ritorno elettorale.
Il problema è che, se si arriva al redde rationem, gli scontenti possono di fatto svuotare il partito: Tosi e Zaia controllano quasi tutto il voto del Veneto; e Maroni in Lombardia è molto amato. Insomma, rischia di essere un bagno di sangue, con un Bossi che si ritrova tra le mani solo le macerie di un ex partito.

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di Antonio Rispoli
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