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Critico il parere di Fini: “Un governo con l’agenda Draghi”

Bossi e Berlusconi: tra i due rassicurazioni reciproche

“La riforma fiscale si farà”. “Ma nessuno scherzo a Pontida”

Bossi e Berlusconi: tra i due rassicurazioni reciproche
16/06/2011, 11:06

ROMA – E’ un legame, quello tra Bossi e Berlusconi, che sembra fare acqua da tutte le parti, eppure, stando a quanto riportano fonti parlamentari, in privato sembra solidificarsi sempre di più. Il tanto dibattuto chiarimento face to face, dopo la sberla dei referendum, tra il premier e il senatur c’è stato e pare abbia portato a quella sorta di “volemose bene” più volte auspicato e dichiarato. I due pare abbiano scelto il salottino dell’Airbus della presidenza del Consiglio, che li riportava a Milano, per siglare un patto che dovrebbe permettere ad entrambi di dormire sonni tranquilli.
Silvio Berlusconi e Umberto Bossi, due uomini e tante rassicurazioni reciproche nel giro di poche ore. Il primo ha assicurato che la riforma fiscale si farà e ha chiesto al secondo garanzie su Pontida e sulla verifica di governo. Garanzie su un gioco pulito a Pontida che, a quanto pare, sono arrivate. Il premier ne è uscito tranquillizzato e convinto delle rassicurazioni del leader del Carroccio che la kermesse leghista non sarà l’occasione per sganciare la temuta bomba contro la sua leadership o il suo governo. Il timore del premier, infatti, è che dietro le quinte del Carroccio si muovano esponenti lumbard che puntano a incrinare l’asse fra i due. Berlusconi avrebbe fatto l’esempio delle dichiarazioni di Roberto Maroni sulla necessità di tagliare le missioni all’estero e quelle di Roberto Calderoli sul trasferimento dei ministeri al Nord. Il premier, insomma, ha chiesto di serrare i ranghi. E Bossi pare abbia fornito tutte le rassicurazioni del caso: a Pontida - ha promesso - metteremo i puntini sulle “i”, ma non ci saranno sorprese ne tantomeno strappi.
Nel grande pratone verde di Pontida, dunque, si consumerà solo una grande festa in stile lumbard? A quanto pare si, anche se i puntini sulle “i” a cui fa riferimento il senatur sembrano lasciare aperta l’ipotesi di possibili attacchi. Certo, qualche sassolino dalle scarpe il Carroccio se lo toglierà di sicuro, ma pare che non sarà nulla che possa davvero mettere in pericolo la legislatura.

FINI: “UN GOVERNO CHE ADOTTI L’AGENDA DRAGHI”
Intanto, sull’attuale situazione politica, dopo i risultati delle recenti elezioni amministrative, la bocciatura dei provvedimenti anticorruzione e del referendum abrogativo, arriva molto critico il parere del presidente della Camera, Gianfranco Fini: “Il premier dovrebbe rendersi conto delle condizioni in cui ha ridotto il Paese, e fare un atto d’amore verso gli italiani e lo stesso schieramento di centrodestra: dimettersi e passare le consegne, ma sono certo che non lo farà. Il governo finirà per implodere come una grande struttura di legno divorata dalle termiti”. Per il numero uno di Montecitorio sarebbe necessario un esecutivo che adottasse alcuni dei principi “dell’agenda elaborata dal presidente della BCE Mario Draghi, con le prime cinque o sei priorità assolute di cui l’Italia ha estremo bisogno”.

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di Antonio Formisano
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