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Calderoli:"Pronta la bozza di legge sui dialetti"

Bossi e Calderoli:"Basta Mameli; vogliamo inni in dialetto"


Bossi e Calderoli:'Basta Mameli; vogliamo inni in dialetto'
16/08/2009, 12:08

"Quando cantiamo il nostro inno, il Và pensiero, tutti lo cantano perchè tutti conoscono le parole, non come quello italiano che nessuno conosce". Esordisce così, all'apparentemente infinita Festa delle Lega di Ponte di Legno, il ministro delle Riforme Umberto Bossi.
Ad affiancarlo nella smania identitaria a metà tra il caricaturale e il delirante, c'è un eccitato Calderoli:"L'anno scorso a Ferragosto ho portato la bozza del federalismo fiscale che in meno di un anno è diventata legge. Oggi Bossi ha in mano la bozza di legge sui dialetti e vi garantisco che non durerà tanto di più per diventare legge". La proposta dei dialetti nelle scuole, quindi, appare tutt'altro che una semplice lagna estiva e passeggera.
La lega insiste, prepara bozze, fa annunci, crea in Parlamento fumose polemiche sul superfluo quando ci sono priorità decisamente più importanti dei gagliardetti e degli inni regionali. Calderoli però conclude il suo discorso ripescando da un calderone oramai straripante l'ennesima polemica: quella dell'esame di dialetto da introdurre nelle scuole e spiega: "Noi vogliamo un esame per far sì che chi prende 110 e lode a Reggio Calabria venga riqualificato rispetto all'80 che arriva a Milano o a Brescia". La Lega vuole, la Lega esige e, alla fine, la Lega ha ottenuto e otterrà.
Nel frattempo, una semplice riflessione, la si potrebbe rivolgere al Senatùr : l'inno di Mameli non lo conosce "nessuno"; forse è vero. Ma perchè, gli inni regionali, da quante persone sono cosciuti ed intonati?

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di Germano Milite
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