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Il senatur al gala dei 25 anni della Lega Nord

Bossi, il si alla riforma della giustizia non è merce di scambio


Bossi, il si alla riforma della giustizia non è merce di scambio
06/03/2011, 09:03

Bergamo – Bossi al gala dei 25 anni della fondazione della Lega Nord e' stato accolto con un ovazione dai quasi 2 mila militanti arrivati alla Fiera di Bergamo.
Il senatur ha ricordato i primi passi della Lega Nord e le persone che lo hanno accompagnato in questo percorso e gli "hanno riempito la vita con il loro coraggio". "Abbiamo tirato fuori la forza dell'identita' e della fratellanza, noi abbiamo qualcosa che gli altri non hanno".
Oltre a festeggiare il partito ha avuto modo di affrontare alcuni temi caldi della situazione politica italiana.
Lo storico leader della Lega rispondendo alle domande di alcuni giornalisti sul rapporto Lega-Pdl, ha assicurato il proprio appoggio al Pdl, per la riforma costituzionale della giustizia, sottolineando che questo non è uno scambio di favore tra i partiti, ''Ma e' una merce di scambio?, il senatore ha risposto di "No", perchè "il federalismo ce lo avrebbero dato ugualmente , perche' era nel patto elettorale e Berlusconi ha sempre mantenuto la parola".
"La Lega non tradisce nessuno, se ci fosse stato qualcun altro al posto mio forse''.
''
La Lega e' l'incarnazione di "un'idea che e' esattamente nel cuore del popolo" ed e' per questo che "non c'e' niente che possa fermarla, neanche i magistrati".
Bossi ha raccontato di aver detto ad "un illustre personaggio del Pd", a Roma, che "il nord e' in grado di far passare il federalismo in tutti i modi perche' ha la forza". Ma, a suo giudizio, "e' passato il tempo della paura" ed e' subentrato quello della "saggezza": "e' meglio raggiungere il risultato democraticamente", ha insistito., .

Sulla situazione libica, Umberto non ha risparmiato complimenti a Maroni su come è gestita "bravo fiul, un bravo ragazzo, per come sta gestendo la situazione di emergenza creata dalle rivolte nel nord Africa'', è si schiera poi contro l'intervento armato in Libia perchè colpirebbe soltanto la popolazione locale che poi scapperebbe in Italia, "non bisogna bombardare la Libia, la gente scapperebbe e verrebbe in Italia''.
A suo giudizio, occorre invece "aiutarli a casa loro: questa e' la scelta che dobbiamo fare".


 


 


 


 


 

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di redazione
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