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il senatur vuole che il nord sia una nazione a se autonoma!!

Bossi insulta il Tricolore, scontro sui ministeri al Nord

il capo bossi fa il dito medio davanti al tricolore italiano

Bossi insulta il Tricolore, scontro sui ministeri al Nord
12/07/2011, 13:07

ROMA - Il dito medio di Umberto Bossi torna a impoverire il confronto politico nel nostro Paese. L’ennesimo atto di cialtroneria politica del Senatùr va in scena domenica notte sotto il tendone di una festa leghista nel Varesotto. Il cantante di turno, forse a mo’ di provocazione, intona «l’Italia, il Tricolore, la nostra bandiera», la reazione del leader del Carroccio non si fa attendere, manifestandosi secondo il collaudato schema del dito medio oscillante verso l’alto. Bossi è affiancato da Roberto Calderoli in bermuda che lo imita nel gesto. Il ministro della Semplificazione, poco dopo, annuncerà che «il 23 luglio, a Monza, alle 11,30 aprono tre ministeri: il mio, quello di Bossi e quello di Tremonti. Alla faccia di chi non li voleva, e non c’è Roma che tenga». Il trasloco dei tre dicasteri - del parere di Tremonti in proposito non c’è traccia - è stato confermato ieri dallo stesso Bossi: «L’abbiamo detto e lo facciamo anche noi lo spostamento dei ministeri come hanno fatto Francia e Inghilterra. Non deve rimanere tutto a Roma».

La grave situazione economica attraversata dal Paese non impedisce ai vertici istituzionali di Roma e del Lazio - che pure preferirebbero «occuparsi di cose più serie» - di reagire ai proclami leghisti. «Vedo che queste boutade destituite di fondamento - dice Gianni Alemanno - continuano nonostante quello che è stato detto con chiarezza dal Parlamento. Al di là di queste dichiarazioni fastidiose - prosegue il sindaco di Roma - non c’è nessuna possibilità di apertura di ministeri al nord. Poi, se qualche ministro vuole andare in vacanza al nord può sempre farlo». Renata Polverini, a sua volta, sostiene: «Con i problemi che abbiamo, mi piacerebbe occuparmi di cose più serie. Questa è una polemica totalmente fuori contesto nell’attuale momento: ci sono organismi nazionali e internazionali che si stanno occupando del debito dell’Italia, c’è una manovra in Parlamento e problemi occupazionali. Questa polemica con la Lega - conclude la presidente della Regione Lazio - deve cessare». E di governo Pdl-Lega «impegnato a fare i dispetti alla Capitale» parla il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, per il quale, «con in atto una crisi drammatica», spostare ministeri al nord sarebbe «una scelta antieconomica, sbagliata per principio e con l’attuale situazione finanziaria assolutamente impraticabile».

Ma dopo il fuoco di sbarramento bipartisan degli amministratori romani, un monito autorevole per quanto indiretto contro arbitrari e antistorici spostamenti, viene dal Quirinale di Giorgio Napolitano a tutela di un altro colle, il Viminale, presidiato da un esponente di primissimo piano della Lega, Roberto Maroni. Il capo dello Stato è infatti intervenuto ieri alla cerimonia per i cento anni del palazzo Viminale. Osservando che «questo grande e magnifico palazzo è la sede del ministero dell’Interno», il presidente della Repubblica ha sottolineato che «questa è la sede storica più che mai viva e aperta al futuro»: una trasparente perifrasi per dire che il ministero dell’Interno è e sarà sempre al Viminale.

E contro le mire dei ministri del Carroccio si rivolgono le critiche anche di colleghi di governo come Giorgia Meloni: «Calderoli continua a bluffare», osserva il ministro della Gioventù, chiedendosi «perché la Lega continui a impuntarsi su un tema che crea solo difficoltà alla maggioranza non risolvendo neppure i problemi con il proprio elettorato». Contrario agli spostamenti anche un esponente della maggioranza radicato al nord come Claudio Scajola: «I ministeri al nord non servono. Ci sono già le prefetture, che si chiamano appunto palazzi del governo. Maroni, ad esempio, - rileva l’ex ministro del Pdl - si appoggia spesso a quella di Milano». Bocciatura senza appello da parte di tutta l’opposizione, anche da esponenti delle zone eventualmente interessate dagli spostamenti dei ministeri: i segretari del Pd brianzolo e di Monza, Gigi Ponti e Marco Sala, affermano infatti che «l’annuncio di Calderoli dimostra ancora una volta come molti esponenti di questo governo siano lontani dai problemi veri e siano molto concentrati su esigenze di propaganda che non appassionano neppure gli stessi elettori della Lega».

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di Costel Antonescu - www.telenews.ro
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