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"La forza padana antimafia siamo noi"

Bossi: L'Udc non avrà spazio sopra il Po'


Bossi: L'Udc non avrà spazio sopra il Po'
18/01/2010, 17:01

PAVIA - Sembra quasi di sentirlo, contrito e a tratti delirante nella sua roca arringa rivolta al popolo leghista. Umberto Bossi tiene un breve ed intenso discorso al termine dell'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università di Pavia e si scaglia contro Pier Ferdinando Casini e la sua formazione politica:"Se Casini vuole fare accordi con la Lega al di sopra del Po, deve sapere che non c'è spazio"; tuona sicuro il Senatùr che poi incalza:"Vedremo quanti voti piglia. Casini è uno che fa molte chiacchiere e pochi fatti, ma soprattutto fa pochi numeri".
E sul presunto asse tra Gianfranco Fini ed il leader centrista? "Che siano amici mi sembra vero. Ma alla fine contano i voti, uno può anche sognare ma contano solo i voti. Noi abbiamo detto a Fini che, poiché Casini ha detto di no al federalismo fiscale e agli aiuti per gli allevatori, con noi non sarebbe venuto. Come fa la Lega a governare con chi tutti i giorni la pensa in maniera diversa?".
Infatti la Lega è un partito che non cade mai in contraddizione; che da grande promotrice dalla tradizione Celtica (pagana) si erge poi a baluardo della cristianità con la strenua difesa del crocifisso. Una difesa presa così a cuore da lasciar addirittura sfuggire qualche innocente bestemmia agli adepti. Per non parlare poi della convinta lotta al nepotismo tipico di "Roma ladrona" e di tutte le città della terronia. Per dare il retto esempio, il buon Bossi, ha difatti subito provveduto a "piazzare" il suo per nulla brillante pargolo tra i membri dell'osservatorio dell' Expo di Milano e, dulcis in fundo, lo ha fatto nominare novello portaborse dell'europarlamentare leghista Francesco Speroni; con coseguente fruizione del modico gudagno di 12 mila euro netti. Si perchè, la Lega, è contraria ai nepotismi e alle raccomandazioni...degli altri.

LA REPLICA DI CASINI
Nonostante l'Udc fosse da sempre nemica giurata della formazione padana, Pier Ferdinando Casini decide comunque di concedere una risposta al clamoroso ulrlo nel vuoto del "Dissennatùr" ad accusa la Lega di essere arrogante e di voler dettare legge anche sulle alleanze del sud:"Credo che gli italiani abbiano capito chiaramente che il problema non sia tra noi e il centrodestra, ma siano Bossi e la Lega". Gli uomini del carroccio, tra una contraddizione e l'altra, "pretendono di dettare le alleanze non solo al nord, dove noi non siamo disponibili a intese con loro e loro con noi, ma anche al sud. È un problema che riguarda la Lega e il Pdl. Nessuno può pretendere che noi tradiamo i nostri elettori facendo un'alleanza nazionale con il centrodestra. Il nostro elettorato ci ha mandato in Parlamento all'opposizione, se facessimo una cosa diversa saremmo dei traditori delle banderuole".

LA "FORZA PADANA"
E a proposito di Sud, a chi chiede numi a Bossi riguardo una possibile espansione del suo partito nel meridione, la risposta appare secca:"La nostra natura padana è sicura, anche se siamo una forza politica che tutti vogliono. Infatti ci chiamano in tutte le regioni perché sanno che la Lega non fa accordi con la mafia. Siamo una forza politica popolare. Abbiamo argomenti forti perché li peschiamo direttamente dalla gente" (ma probabilmente sarebbe più corretto dire "dalle osterie").

QUELLA DI BRUNETTA ERA UNA BATTUTA
E sull'espressione infelice e delirante del ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, il senatùr non ha dubbi:"E' una battuta". La "battuta" riguarda la proposta di approvare una legge che costringa i figli ad abbandonare la casa dei genitori compiuto il 18esimo anno di età. Più che una battuta, in effetti, la "proposta" di Brunetta è un po' come la Corazzata Potemkin di fantozziana memoria: una ca...pazzesca; o no?

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di Germano Milite
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