Politica / Parlamento

Commenta Stampa

L’atteso faccia a faccia tra il Senatur e il premier

Bossi non molla il Cavaliere, ma a condizioni ben precise

La Lega fissa i paletti e Silvio per il momento tace

Bossi non molla il Cavaliere, ma a condizioni ben precise
20/05/2011, 09:05

ROMA – Un nuovo progetto per il cambiamento: l’attesissimo faccia a faccia tra il Cavaliere e il Senatur sembra aver prodotto qualcosa. Dopo la sconfitta di Milano e dopo essersi tenuti a debita distanza per diversi giorni, il premier e il leader della Lega sembrano concordare su un punto: ciò che bisogna trasmettere è una immagine di ritrovata unità. Un’intesa, quella tra i due partiti della coalizione di maggioranza, messa a dura prova nell’ultimo periodo e tendente a sgretolarsi sempre di più.
Lasciarsi alle spalle l’esito del primo turno di Amministrative non sarà di sicuro facile, ma dal leghista Bossi al presidente del Consiglio arriva una garanzia anche se condizionata. Il Senatur ha assicurato il premier che la Lega è e resta leale, allo stesso modo in cui però ha avvertito che non intende rimanere alla finestra a guardare e tantomeno sottostare ai ricatti dei Responsabili. Ma in cosa consiste questo cambiamento auspicato dopo l’incontro tra Bossi e Berlusconi? In una maggiore collegialità e condivisione anche e soprattutto in vista dei prossimi ballottaggi. Nulla di nuovo, insomma, se non la solita imposizione leghista. In altre parole il Carroccio fissa i suoi paletti e rivendica un ruolo leader nella coalizione e nell’esecutivo. E questo anche attraverso la nomina di un vicepremier targato Lega. Anche se, come hanno spiegato fonti leghiste, il nuovo progetto di cui parla Bossi non ha ancora i contorni ben definiti, ma si lavora per approntarli.
Pur condividendo con Bossi la necessità di dare una spinta all’azione di governo e l’importanza di dare un segnale di ritrovata compattezza, i paletti posti dalla Lega infastidiscono il premier. Ma va da sé che questo non il momento adatto per tirare troppo la corda. Per il momento ciò che conta è mostrarsi uniti, perché forse l’errore della batosta milanese è stato quello di fare due campagne elettorali ben distinte e separate. Meglio, dunque, tranquillizzare sulla tenuta del governo, rassicurare il Carroccio sui Responsabili e su quanto chiede e lavorare ad una campagna elettorale ben mirata per quanto riguarda Milano e Napoli. Che la Lega possa tradire o meno adesso importa meno: ciò che preoccupa è un possibile esito negativo a Milano. In quel caso il Carroccio diventerebbe uno tsunami , alzerà la posta in gioco e inizierà a pensare al post Berlusconi. Quindi per il momento meglio tenersela buona.

Commenta Stampa
di Antonio Formisano
Riproduzione riservata ©