Politica / Parlamento

Commenta Stampa

Fini avrà vita dura, ma i figli vanno lasciati in pace

Bossi: "non si va alle elezioni, ma non voglio Casini"


Bossi: 'non si va alle elezioni, ma non voglio Casini'
29/08/2010, 16:08

Umberto Bossi, leader della Lega Nord, ha partecipato ad una festa padana a Domegge e ha parlato del suo incontro con il premier.
“L’altro giorno sono andato a parlare con Berlusconi e gli ho detto che non è il caso di andare a votare, così vogliamo dare un'ultima possibilità” – ha detto Bossi – “La seconda non ci sarà. La maggior parte della gente non vuole andare a votare e non sempre è possibile farlo, anche se sappiamo che in questo paese ci sono solo due persone che pigliano voti, Berlusconi e Bossi”.

È chiaro, quindi, che il leader della Lega sia riuscito ad evitare l’ingresso di Casini al governo. “Non si va alle elezioni, ma non voglio Casini” – ha infatti dichiarato Bossi – “perché Casini è uguale a casino”.

Inoltre ha preannunciato che Fini, nel caso in cui si arrivasse alle elezioni, avrebbe vita dura. “Chi volete che voti Fini?” – ha chiesto il segretario federale della Lega Nord – “Un tipo come lui, si butta giù da solo”. La vita politica, però, va separata da quella privata secondo Bossi. “Non mi piace che si spari a zero sulla famiglia di Fini” – ha detto – “I figli vanno lasciati stare. Se la politica si riduce così, è uno schifo! Anch’io ho avuto una brutta esperienza con mio figlio che è stato bastonato tutti giorni sui giornali. Nella vita bisogna essere corretti, non si tocca la famiglia”.

Anche il ministro Tremonti ha partecipato alla festa. “In agosto abbiamo sentito un po' di tutto ma le cose si sono messe meglio in Cadore che a Roma” – ha detto il ministro – “la gente non vede bene le elezioni perché interromperebbero l'attuale tranquillità, sarebbero quindi un trauma, e perché abbiamo fatto abbastanza bene e ci dicono di continuare così. Quando una foresta cresce non si sente rumore”.
Tremonti ha concluso il discorso affermando che “il federalismo non è facile da fare, perché non siamo politici che firmano assegni e poi i conti li fanno pagare alle famiglie".

Commenta Stampa
di Luana Rescigno
Riproduzione riservata ©