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Il Senatùr: "Incontro con Fini e premier? Sono scettico"

Bossi vuole le elezioni: "Se non passano leggi si vota"


Bossi vuole le elezioni: 'Se non passano leggi si vota'
17/10/2010, 20:10

ROMA - “Se qualche volta non passa una legge, allora sappiamo che bisogna andare a votare”. Il segretario della Lega Nord Umberto Bossi è categorico: qualora non si riuscisse a legiferare, il Carroccio sarebbe pronto a ritirarsi per tornare alle elezioni. Crisi ancora aperta, dunque. Ma anche una decisiva schiacciata di acceleratore per avvicinarsi nel più breve tempo possibile alle urne. Il Senatùr, intervenuto sul tema della tenuta della maggioranza che sostiene Berlusconi, si è mostrato scettico sul’eventualità di un incontro al vertice con il premier e Fini per garantire il futuro dell'esecutivo. "Non ho un potere taumaturgico per risolvere tutti i problemi, che a volte sono personali". Bossi, parlando a margine dell'inaugurazione di una sede della Lega, spiega: “La gente avverte come un caos la politica e in effetti questo caos c'è e ognuno ha la sua soluzione: Calderoli dice che dobbiamo fare l'accordo, l'incontro fra me, Berlusconi e Fini, però io sono scettico, non ho potere taumaturgico''.
La giustizia - è convinto Bossi – “è uno dei possibili campi minati, ma non è detto nemmeno lì, perché secondo me i parlamentari e soprattutto la sinistra hanno paura di andare alle elezioni e quindi assisteremo a una sinistra che dà il voto a Berlusconi". A proposito del contenzioso in atto sul riconteggio dei voti delle elezioni regionali in Piemonte, il ministro delle Riforme ha detto: “Sono cose che è meglio che non avvengano, perché una volta che succede si rischia davvero di incrinare il rapporto democratico delle elezioni, e non conviene nemmeno alla sinistra”. Bossi ha detto di trovare strano il comportamento della magistratura che potrebbe mettere in discussione la elezione del leghista Roberto Cota sulla rivale Mercedes Bresso. “Non si capisce come faccia la magistratura a ragionare - ha argomentato il leader leghista -: perché per la Bresso basta la croce sul partito e per Cota serve la croce sia sul nome del partito sia su quello di Cota? La legge è uguale per tutti, sono cose che è meglio che non avvengano”.

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di Davide Gambardella
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