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"Non mi piego a Berlusconi, uso il cervello"

Bossi:"Vinceremo in Piemonte e Veneto"


Bossi:'Vinceremo in Piemonte e Veneto'
25/03/2010, 23:03

MILANO - Largo dei Cairoli, il leader del Carroccio si presenta fiero e gagliardo al comizio organizzato per la chiusura della campagna elettorale e tuona:"Vinceremo sia in Veneto che in Piemonte". Il numero uno della Lega ha invitato i numerosi militanti presenti a mettere la croce sul legendario Giussano:"Fratelli milanesi della grande capitale morale fate la croce sul simbolo del guerriero - ha esortato infatti Bossi -. Non serve scrivere i nomi. Fate la croce sul guerriero poi magari scrivete qualche nome di qualcuno della Lega, adesso facciamo vincere Formigoni".
Qualcuno chiede a gran voce se il Carroccio riuscirà nel sorpasso sul Pdl anche in Lombardia e il seantùr risponde:"passiamo in Piemonte. In Lombardia non lo so, te lo dico tra 48 ore. La partita è mettere le ali alla nostra Lombardia, perché la crisi ha fatto declinare anche la nostra Lombardia".
Riferendosi poi al ministro della Semplificazione Roberto Calderoli, il leader Leghista ha ricordato che bisogna "tagliare gli sprechi per investire tutti i soldi in posti di lavoro". A quel punto ha prontamente risposto Formigoni; che si trovava al suo fianco sul palco:"Lo abbiamo già fatto"

NON MI PIEGO A BERLUSCONI

Ad un certo punto dell'intervento un militante urla:"Umberto non piegarti a Silvio". "Io - ha risposto Bossi - non mi piego a nessuno. Io uso il cervello". Poi, in riferimento al presidente del Consiglio, ha osservato:"Silvio Berlusconi è stato bravo perché è andato in Europa e ha fermato" il provvedimento normativo "sulla famiglia orizzontale".
E sul Corriere della Sera si descrive con grande efficacia il proseguimento del sipariatto bossiano:"Ah ho capito - avrebbe risposto Berlusconi secondo il racconto di Bossi - sono quella roba lì", e fa un segno piuttosto esplicito toccandosi ripetutamente l'orecchio".
"Noi della Lega non facciamo scherzi -
ha in ultimo chiosato il Senatùr - con noi l'elettore sa che siamo per la famiglia naturale. Altro che famiglia orizzontale, verticale e obliqua"
Dopo il clamoroso ed innegabile flop di Bari, il sempre più largo consenso raccolto dalla Lega al Nord (e non solo), ha visibilmente preoccupato il Premier. Il rischio di una crisi di governo a seguito delle elezioni in caso di uno strapotere leghista nel settentrione è ipotizzato da diversi esperti e giornalisti. Le regionali oramai alle porte quasi sicuramente non lasceranno la situazione immutata negli equilibri tra maggioranza ed opposizione. Lo sanno un po' tutti; non lo ammette quasi nessuno.

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di Germano Milite
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