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Agli alleati non piace il comportamento del neo-Ministro

Brancher, il legittimo impedimento e le fibrillazioni della Lega


Brancher, il legittimo impedimento e le fibrillazioni della Lega
25/06/2010, 09:06

ROMA - Anche se era ampiamente prevista, ai leghisti non è andata giù la scelta del neo-Ministro per l'Attuazione del federalismo di chiedere il legittimo impedimento a proposito del processo che lo vede imputato insieme ad altre persone, tra cui l'ex presidente della Banca Popolare di Lodi, Giampiero Fiorani, per una serie di reati finanziari legati alla scalata ad Antonveneta. C'è molto malumore, come dimostrato anche dalle parole di Umberto Bossi domenica a Pontida ("C'è un solo Ministro per il federalismo e sono io"), con le quali ha dimostrato di prendere le distanze da Brancher. Il fatto è che, anche se il nuovo Ministro è considerato vicino sia a Berlusconi (è stato per oltre 20 anni dirigente Fininvest) che ai leghisti, per il Carroccio è difficile appoggiare una persona che usa la legge per scappare dai processi. Dopo tutto loro si vantano di essere il partito della sicurezza contro Roma ladrona. E' difficile, per un partito così difendere una persona che viene eletta Ministro proprio per farlo scappare dal processo; ad aggravare le cose, il fatto che sia "per l'attuazione del federalismo", lo colloca in pieno terreno leghista, visto che per l'immaginario collettivo la Lega vuole il federalismo. E questo rischia di avere effetti negativi sull'immagine del partito. Da qui un certo nervosismo, nascosto dalle dichiarazioni dei leader del Carroccio, molto formali.

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di Antonio Rispoli
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