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Braschi, vergognoso chiudere i presidi sanitari del Molosiglio e di Matilde Serao


Braschi, vergognoso chiudere i presidi sanitari del Molosiglio e di Matilde Serao
07/11/2013, 12:41

NAPOLI - "È vergognoso che due presidi sanitari nel centro di Napoli come quella di Matilde Serao e il Poliambulatorio del Molosiglio siano stati chiusi per mancanza di fondi. Non capisco come sia possibile lasciare andar via così l’eccellenza in campo sanitario". E' la posizione di Umberto Braschi, assessore alla Prima Municipalità di Napoli, che aderisce all'Associazione Insieme.

"Una struttura, quella del  Molosiglio, fiore all’occhiello del Distretto sanitatio 24 che funzionava ed era riferimento non solo per il quartiere San Ferdinando - dice Braschi - Per un mero calcolo di ragioneria, si sono effettuati una serie di tagli di spesa senza una programmazione ad ampio raggio  né un progetto complessivo di analisi della situazione che portano solo ad una riduzione dei livelli essenziali di assistenza".

"Sono a dir poco amareggiato che il direttore generale dell’Asl Napoli 1 e il direttore del Distretto 24  non si siano impegnati più di tanto per trovare una soluzione diversa per salvare le strutture - aggiunge - ma hanno scelto la strada più semplice, non tenendo in considerazione minimamente che in queste strutture si recavano persone deboli, malate, disabili".

Ora, spiega Braschi, si pone il problema di come "farà la popolazione di San Ferdinando a spostarsi altrove".  "Mi risponderanno che tutto o quasi è stato trasferito alla Struttura di Via Chiatamone, di Via Croce Rossa in quei pochi e angusti locali, a ridosso della Riviera di Chiaia irraggiungibili da tutti, figuriamoci dagli ammalati, e al presidio Polispecialisticho di corso Vittorio Emanuele, dove è stato spostato anche il Dipartimento di Salute mentale del distretto 24, insieme ad altri ambulatori, dove già gravitano in spazi ristretti varie branche e dove afferiscono decine e decine di pazienti ogni giorno".

Braschi si è recato di persona al ventro di via Chiatamone, dove sono stati trasferiti la maggior parte degli uffici e alcuni ambulatori assistenziali: "Credo che la struttura sia inidonea per assolvere a tutti i servizi - sottolinea - e inidonea per i diversamente abili, per gli anziani e chiunque abbia una patologia. Come può funzionare una struttura di assistenza senza una uscita di sicurezza?".

Chiudere quelle due strutture, significa che "anche il presidio di Corso Vittorio Emanuele, altro sito di eccellenza, verrà oberato di lavoro e di pazienti spaesati, si avranno ovviamente disservizi e malfunzionamento a danno della struttura e degli utenti".

Non si comprende il perché "non siano state cercate altre soluzioni, perché non sono stati  interpellati i dirigenti responsabili dei servizi che operano sul territorio e che meglio di chiunque altro potevano dare informazioni, consigli e trovare soluzioni alternative che certamente avrebbero procurato un disagio minore". 

Braschi auspica che ci siano delle risposte dai parte dei vertici della Asl Napoli 1 e del Distretto 24, a cui invierà una richiesta di audizione e fa sapere che chiederà al presidente della Prima Municipalità, Fabio Chiosi, "di indire un Consiglio straordinario monotematico con la presenza dei direttori per far spiegare al Consiglio e alla cittadinanza i motivi di tutto questo e come ovviare alle disfunzioni create".

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di Redazione
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