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Come da programma il ricevimeno a Villa Caruso

Brunetta anticipa le nozze. Beffati i contestatori

Cirielli e Caldoro vittime illustri dello scherzetto

Brunetta anticipa le nozze. Beffati i contestatori
10/07/2011, 21:07

Finalmente  è arrivato il fatidico sì di Renato Brunetta e Titti Giovannoni, che si sono uniti in matrimonio col rito civile pochi minuti dopo la mezzanotte tra sabato e domenica, e non come preannunciato alle  19.30 di domenica. Ad annunciarlo l'ex  sindaco da Ravello  Amalfitano.
La notizia delle nozze è stata tenuta accuratamente nascosta anche a molti degli invitati nel comune della costiera, si è appresa soltanto poco fa, dopo che era stato ufficializzato che il ministro non sarebbe mai arrivato a Villa Rufolo per le 19.30, orario convenuto secondo il programma ufficiale. Al matrimonio, celebrato nella Sala d'Attesa di Villa Rufolo, hanno preso parte i testimoni, (il capo gruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto e il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi per lui, due amiche di vecchia data per la sposa) e i parenti più stretti. Il cambio di programma - a quanto si apprende - era stato deciso già venerdì, quando era chiaro che ci sarebbe stata la presenza di un nutrito numero di contestatori. Il ricevimento, come da programma, domenica sera all'Hotel Caruso. Numerosi gli ospiti illustri presenti tra cui i ministri Galan, Alfano, Meloni, Carfagna, Gelmini e il presidente del Senato Renato Schifani.
Lo scherzetto del ministro ha causato anche una «vittima illustre» tra gli invitati: il governatore della Campania Stefano Caldoro per qualche disguido non è stato avvertito e si è recato a Villa Rufolo domenica sera. Beffato anche il presidente della provincia di Salerno, Edmondo Cirielli, che adirato anche per un «vergogna» della folla è passato dinnanzi ai precari «transennati» in piazza e ha urlato senza compassione un vibrante «andate aff...». Diverse persone l'hanno sentito, ma lui nega: «Non ho rivolto nessun gesto ai nei confronti dei manifestanti presenti in piazza Duomo a Ravello. Ad uno di essi che mi ha urlato "vergogna", ho semplicemente risposto che doveva vergognarsi lui». «Comprendo le loro ragioni - ha aggiunto Cirielli - ma non credo sia giusto protestare nel corso di una cerimonia privata. È l'ennesima dimostrazione del clima di barbarie che si è venuto a determinare nel nostro Paese».

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di Fabio Iacolare
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