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'Il premier deve parlare in Parlamento, ma anche al Paese'

Brunetta: non si andrà al voto anticipato


Brunetta: non si andrà al voto anticipato
15/08/2010, 12:08

ROMA - Non si andrà al voto anticipato perché i finiani torneranno indietro e non si prenderanno la responsabilità di troncare il cambiamento fermando le riforme. Ne è certo Renato Brunetta, ministro della Funzione Pubblica, che nel corso di un'intervista al Corriere della Sera parla dell'esistenza di un "blocco conservatore" che non vuole l'azione riformatrice del governo.
"Se cadesse questo governo- dichiara Brunetta- e gli succedesse qualsiasi governicchio da palude parlamentare che durasse qualche mese, il risultato sarebbe l'immediata marcia indietro delle riforme, che farebbe felici i fannulloni, gli enti spreconi, i soviet locali di luce, acqua, gas, trasporti, spazzatura, i sindacati dei todos caballeros, della Fiom antimercato e anticompetizione, i falsi invalidi e i tanti partiti della spesa pubblica sprecona e irresponsabile".
"Gli attacchi al governo- prosegue- non sono solo di oggi, ma si sono scatenati dopo il discorso fatto da Berlusconi ad Onna il 25 aprile 2009".
Inoltre secondo il ministro per risolvere la crisi interna della maggioranza "il passaggio parlamentare è ineludibile, ma non basta".
"Il premier - aggiunge Brunetta - deve parlare in Parlamento, ma anche al Paese. Una fiducia popolare da chiedere in tutte le forme democratiche, da grandi conferenze che premier e ministri potranno fare in tutta Italia, a manifestazioni di consenso al governo. Da quando mai le manifestazioni sono fatti non democratici?".

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di Tiziana Casciaro
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