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Brutto Momento per Marchionne


Brutto Momento per Marchionne
22/06/2012, 19:06

 

BRUTTO PERIODO PER MARCHIONNE, PERDE QUOTE DI MERCATO E PERDE IN TRIBUNALE CON LA FIOM.


 


 


 


 

di Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco


 

Veder il segretario della Fiom Landini commuoversi alla conferenza stampa di ieri, è stato sconvolgente e disorientante al tempo stesso.

Un metalmeccanico è stato rappresentato sempre come un uomo dalle ruvide sicurezze, a cui non era consentito dare sfogo ai sentimenti.

Un sindacalista metalmeccanico non piange mai, resta sempre lucido e vigile. I sentimenti debbono restare ai margini della quotidiana attività. Le controparti sono forti, non bisogna offrire nessun accenno di debolezza di cui potrebbero approfittare. Ma i tempi cambiano e se il Ministro del Lavoro Fornero, si commuove mentre spiega i tagli alle pensioni, perché un segretario della Fiom non dovrebbe commuoversi a sua volta?

L’occasione era di quelle appropriate: il giudice del lavoro di Roma, con una sentenza che resterà nella storia, ha accolto la richiesta della Fiom ed ha condannato la Fiat alla riassunzione di ben 145 lavoratori iscritti alla Federazione dei metalmeccanici della CGIL.

Il giudice ha ritenuto il comportamento della Fiat contrario alle leggi vigenti che garantiscono libertà di iscrizione al sindacato e quindi al diritto ad una libera espressione del proprio pensiero e delle proprie idee. La Fiat ha compiuto, secondo il magistrato una vera e propria discriminazione nei confronti dei lavoratori iscritti alla Fiom, perché tra gli attuali 2093, assunti a Pomigliano, non c’è nessuno iscritto alla Fiom.

Si capisce la commozione di Landini, che da oltre un anno è considerato un paria del sistema delle relazioni sindacali del nostro paese, mentre la sentenza presa in prima istanza dal magistrato romano gli restituisce dignità e legittimazione. E’ una sentenza importante, a cui la Fiat porrà appello, nella speranza che il magistrato gli dia ragione come nel caso dei tre licenziati di Melfi. Tra le organizzazioni sindacali che hanno firmato gli accordi che proponeva Marchionne alla fine del 2010, solo la Uilm si è fatta sentire, dicendosi meravigliata che il giudice avesse prevista una corsia preferenziale per i lavoratori della Fiom, dimenticandosi di tutti gli altri. Probabilmente il magistrato, in mancanza di una denuncia di discriminazione ha ritenuto che non ci fossero problemi per i sindacati firmatari del famoso accordo con Fiat.

Purtroppo, questa vicenda riguarda già il passato! La giustizia nel nostro paese è troppo lenta e la vittoria di Landini, non ancora consolidata, corre il rischio di diventare una vittoria di Pirro. Una sentenza che stabilisce la riassunzione di lavoratori in una fabbrica che non è mai decollata ed è già in crisi profonda, non è un vero successo.La Fiat continua a perdere quote di mercato, in questo anno ben il 12%,portando la penetrazione del marchio di Torino in Europa ai livelli più bassi di sempre. La nuova Panda costa troppo rispetto al suo segmento di mercato e nemmeno accattivanti pubblicità riescono a far decollare le vendite e la produzione. Il famoso terzo turno di notte a Pomigliano non è mai partito, lo straordinario la Domenica non è stato mai attuato e dei 5000 nuovi posti di lavoro annunciati, solo 2000 sono stati realizzati. La produzione a Pomigliano non è mai partita a pieno regime ed alla fine di Giugno si annuncia la cassa integrazione per i nuovi assunti di Marzo, che in questo modo corrono il rischio di rientrare ad Ottobre.

L’immagine di Marchionne seduto affianco al prototipo della nuova Panda, con il suo solito maglioncino a collo alto, che spiegava al mondo intero le sue teorie per far uscire dalla crisi la sua azienda ed anche il nostro paese, ha fatto il giro del mondo, come la rappresentazione vincente del nuovo capitalismo. Invece, dalla crisi di oggi, deve essere evidente a tutti che non basta aumentare la produzione, fino alla totale saturazione degli impianti, ridurre il sindacato al silenzio e pagare di meno i lavoratori per conquistare nuovi mercati e vincere la sfida della competizione con i cinesi e i paesi emergenti. Il vero mercato siamo ancora noi e se non compriamo, va in crisi l’intero sistema produttivo mondiale. Il vecchio modello di sviluppo non regge più e le teorie di Marchionne, servono solo a reggere nel breve periodo le continue impennate della Borsa.

Non ci sono milioni di persone che in Cina, Brasile, Sudafrica e Russia, guadagnano tanto da consentirsi una Panda alla modica cifra di 12500 euro, ben 15675 dollari. Le loro retribuzioni sono ancora troppo basse, per rappresentare un mercato decisivo alla ripresa della produzione.

Il dramma vero che stiamo vivendo in questi anni è che non esiste una visione unitaria della fase che stiamo attraversando, per cui ognuno va avanti per la propria strada, difendendo interessi parziali e limitati, mentre tutto attorno frana inesorabilmente verso nuovi equilibri e nuovi rapporti economici e produttivi.

La Fiat si opporrà alla sentenza di Roma fina al definitivo pronunciamento della Cassazione. Il pericolo che vorremmo evitare e che quando finalmente ci sarà la chiusura di questa vicenda giudiziaria ci sia ancora una fabbrica dove i lavoratori potranno essere riassunti.

Per il momento il futuro non sembra roseo, visto la presunzione tecnicistica di Marchionne, che mal si combina con l’andamento della crisi, mentre Landini sembra più interessato alla politica che a riprendere il confronto con l’azienda. .

 

 

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di Raffaele Pirozzi
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