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Bufera dopo il ‘caso Napoli’, con l’autosospensione il rischio esodo per l’Idv


Bufera dopo il ‘caso Napoli’, con l’autosospensione il rischio esodo per l’Idv
02/02/2009, 21:02

“Quando la funzionalità viene compromessa, è necessario dare una risposta immediata. Le esperienze delle amministrazioni Iervolino e Bassolino sono terminate. Abbiamo dato mandato ai nostri amministratori di non partecipare più all’attività di governo e di ritirare le deleghe. Il partito non può obbligarli, ma si deve ritenere decaduto dal partito chi non condivide questa scelta di non partecipare alle giunte di Napoli e della Regione Campania e di riportare al più presto i cittadini alle urne”.  Quindi, autosospensione e decadenza dal partito. Queste le misure previste da Italia dei Valori nei confronti di chiunque si trovi coinvolto nella questione morale. Non chi è condannato con sentenza passata in giudicato, ma anche chi si trova coinvolto nelle indagini. “Mio figlio Cristiano, che con Romeo c’entra come i cavoli a merenda, - ha aggiunto Di Pietro, - pur non avendo ricevuto nessun avviso di garanzia si è autosospeso dal partito”.


Indagini o meno, spiega Barbato, “la dirigenza campana non è credibile”. “Il problema, - continua, - sta esplodendo perché non se ne può più di questa malapolitica. Basta con affaristi, politicanti e amici degli amici. Ho chiesto a Di Pietro di far diventare l'Idv campana dipietrista. La mia posizione ormai è incompatibile con alcune persone''. Nello Formisano preferisce non replicare, ma le sue ultime parole sono in linea con il partito.


La riunione dell’esecutivo di Italia dei Valori, a quanto pare, non si è svolta propriamente nella massima calma. Il vertice ha affrontato tutti i temi caldi della politica, ma a far scatenare la bufera è stato il caso Napoli, che ha provocato una spaccata nel partito. Da una parte l’ex pm è stato chiaro: chi non lascia le giunte Iervolino e Bassolino può considerarsi fuori dal partito. Parole accolte con un’alzata di spalle dagli autosospesi consiglieri comunali di Idv, Raffaele Scala e Carlo Migliaccio. I conflitti causati dal ‘caso Napoli’ si trasferiscono nell’esecutivo di Roma. Francesco Barbato si allontana dalla riunione dopo uno scontro con Nello Formisano e con Silvana Mura. “Sta succedendo un terremoto”, ha dichiarato più tardi Barbato, ed ha invocato l’intervento di Di Pietro. “La situazione è diventata esplosiva, ho fatto accuse ad alcuni dirigenti campani di Idv, ho motivato e documentato tutto. Ma il partito in Campania, – rimarca Barbato, - ha bisogno di un'iniezione di dipietrismo. Siamo diventati una barzelletta: un giorno si prendono le distanze da Bassolino, il giorno dopo si va da Bassolino per prendersi qualche posizione di sottogoverno. Tutto questo ci fa apparire non diversi da tutti gli altri, anzi peggio''.

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di Nico Falco
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