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Le nuove tariffe conseguenza di un cambio di gestione

Buvette del Senato, si ritorna ai vecchi prezzi


Buvette del Senato, si ritorna ai vecchi prezzi
03/03/2009, 21:03

Soltanto un giorno di ‘saldi’, poi di nuovo le vecchie tariffe. Si risolve così la ‘questione buvette’, che ha suscitato ogni polemiche bipartisan tra i politici e tra i cittadini. Ribassi dei prezzi di pochi centesimi, che avevano ulteriormente calato la spesa dei politici che potevano servirsi, per il pranzo, nella buvette del Senato. Alla fine, però, tutto torno come prima: i questori di palazzo Madama, insieme al presidente Renato Schifani, hanno deciso di ripristinare i prezzi in vigore fino a ieri, abolendo le riduzioni.

Si è trattato però di una polemica inutile, ha sottolineato Benedetto Adragna, questore del Senato, visto che il rapporto tra cliente e gestore della buvette è esclusivo ed il Senato non partecipa alla spesa, non ottenendo quindi, da riduzioni o sovrapprezzi, ripercussioni sulle proprie casse. I ribassi, secondo Adragna, sono stati il frutto di una razionalizzazione dei gestori. Alla precedente gestione della Buvette è infatti subentrata quella del ristorante Senatori e questo ha comportato “un abbattimento dei prezzi di circa il 20%”.
Nessuno sconto per i politici, quindi, ma semplicemente un cambio di gestore con il nuovo che subentrando al precedente ha offerto gli stessi prodotti a prezzi minori. Il clamore che ha suscitato l’iniziativa ha però portato all’annullamento degli ‘sconti’ ed i senatori che hanno usufruito oggi delle tariffe più basse pagheranno domani la differenza, che sarà poi devoluta in beneficenza.

Fra quattro mesi, comunque, si attende una nuova bagarre: ci sarà infatti un gestore unico invece dei quattro che attualmente si occupano dell’area ristorazione, più quello dell’ex hotel Bologna, e questa novità si prevede che porti una significativa riduzione dei prezzi. E quindi, probabilmente, altre polemiche ed ancora un clima da caccia alle streghe contro la ‘casta’ che, almeno questa volta, non ha proprio nulla da rimproverarsi.

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di Nico Falco
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