Politica / Parlamento

Commenta Stampa

Il sindaco di Venezia preoccupato per la deriva leghista

Cacciari: "solidarietà per l'esclusione di Galan è un amico"


Cacciari: 'solidarietà per l'esclusione di Galan è un amico'
17/12/2009, 19:12

VENEZIA — Massimo Cacciari è sincera¬mente dispiaciuto per il benservito rifilato a Giancarlo Galan dal Popolo delle libertà. «Sen¬za scendere in polemiche,- dice il sindaco di Venezia- posso dire in tutta onestà che in questi anni ho lavorato bene con il governatore del Veneto e con la Regione . Con Galan sono maturati rapporti di stima e di amicizia, perciò credo che abbia ragione lui: il Pdl ha commesso un errore a mollarlo. Rinnovo gli au¬guri di pronta guarigione a Silvio Berlusconi, però ormai prigioniero della Lega, che fa una politica contraria a ogni ragionevole modo di affrontare la nostra economia, la sicurezza, l’im¬migrazione. Questo è un cambio che non farà l’interesse del Veneto nè quello del Paese. Por¬go a Galan i miei auguri e la mia riconoscenza per come abbiamo lavorato insieme e temo che la stessa collaborazione sarà difficile da mante¬nere con un presidente leghista. Spero di esse¬re smentito ma ne dubito».
Il più arrabbiato però è Antonio De Poli, deputato e segretario regionale dell’Udc: «Come volevasi dimostrare hanno vinto le svendite di fine anno. Ha vinto il potere di Ro¬ma e Milano, le scelte centraliste si sono abbat¬tute come una mannaia sul Veneto, spazzando via la volontà dei cittadini sul futuro governato¬re della propria regione. Alla faccia dell’autono¬mia e del federalismo, anche all’interno dei par¬titi. In questa partita di Risiko tra Pdl e Lega nord, il Carroccio ha ottenuto quello che ha vo¬luto e a Roma non si è tenuto conto della tradi¬zione e delle esigenze del nostro territorio. L’Udc si impegnerà per offrire l’alternativa mo¬derata, per rappresentare le vere peculiarità del Veneto».
De Poli annuncia che l’Udc è pronto a corre¬re da solo per le regionali, con lo stesso parla¬mentare come candidato presidente, ma anche a sostenere Galan qualora decidesse di rompe¬re con il Pdl e fare una lista propria. «Non pos¬siamo accettare di cedere il Veneto alla Lega— chiude il deputato — sarebbe come dare le chia¬vi di casa nostra a un estraneo. Saremo la voce di chi la pensa diversamente». Sul fronte del Pd, Non è sorpresa Laura Puppato, data come candidata del centrosinistra alle regionali. «Pur¬troppo questa scelta era nell’aria da tempo — dichiara il sindaco di Montebelluna — è figlia di una logica sbagliata, che pretende di precon¬fezionare i risultati delle Regioni. Sarebbe bello che adesso Galan facesse il soldato coraggioso e arrivasse allo strappo con un Pdl a due facce. Del resto il presidente uscente del Veneto una propria forza per correre da solo ce l’ha e temo che pochi a Roma si rendano conto di cosa si¬gnifichi dipingere il Veneto di un certo colore». Ecco spiegato un sentimento di solidarietà al governatore che potrebbe suonare strano in bocca ai suoi avversari politici. «La nostra realtà ha logiche poco consone al¬lo stile della Lega — prosegue la Puppato — di conseguenza per il Pd la sfida al Carroccio e non più al Pdl avrà un sapore molto diverso. Io non concepisco la politica come acquisizione di aree geografiche, è un modello che mi fa sta¬re male. La vedo dura per la nostra regione con il Carroccio al comando, per fortuna ho una ca¬sa a Trento, ma vorrei restare nella mia terra. E’ opportuno che le forze politiche facciano una riflessione su tuto questo, e lo dico da federali¬sta pura a una Lega pseudofederalista».

Commenta Stampa
di Mario Aurilia
Riproduzione riservata ©