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Contrario alla festa per il 150esimo dell'Unità d'Italia

Calderoli: "Il 17 marzo festeggiamolo andando a lavorare"

"SI creerebbe un danno di miliardi alle imprese private"

Calderoli: 'Il 17 marzo festeggiamolo andando a lavorare'
08/02/2011, 14:02

ROMA - L'idea lanciata dal Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, di proclamare il 17 marzo - giorno dell'Unità d'Italia - festa nazionale piace sempre meno. E così, dopo le critiche fatte nei giorni scorsi dalla Presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, arrivano anche quelle del Ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli. Che infatti non è per niente d'accordo: "In un periodo di crisi come quello attuale, meglio festeggiare lavorando piuttosto che stando a casa. Inoltre la chiusura degli uffici pubblici porterebbe a danni per miliardi di euro".
Anche Giuliano Amato ha espresso il suo disaccordo per la decisione: "Mi piacerebbe che la festa fosse celebrata da un'Italia sobria, che lavora e fa l'anniversario piuttosto che un'italia che se ne va in vacanza". Stessa idea anche sulla chiusura delle scuole: "Per i ragazzi è meglio celebrare la festa a scuola piuttosto che a dormire o andare a zonzo. E poi diciamo la verità, sarebbe stato il primo giorno di un lungo ponte, avremmo celebrato non l'unità d'Italia ma l'unico ponte del 2011, e forse il ricordo del risorgimento sarebbe stato più blando".

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di Antonio Rispoli
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