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Da quando si è insediato il leghista non ha fatto nulla

Calderoli, il ministro della Semplificazione che complica


Calderoli, il ministro della Semplificazione che complica
10/01/2010, 21:01

Fare il ministro della Semplificazione è complicato. Del paradosso deve senza dubbio essersene accorto il buon Roberto Calderoli, il quale, da quando ha ereditato la preziosa e sulla carta rivoluzionaria nomina, non ha combinato praticamente nulla. Il nulla, esatto...il nulla più totale ed imbarazzante. Il nulla sfacciato, contraddittorio e ridicolo rispetto alle promesse pre-elettorali che solo un Leghista puro sangue può avere la coscienza di sopportare. La somma ispirazione ci è arrivata leggendo un articolo comparso sul Corriere della Sera ed intitolato:"Calderoli, ministro della complicazione".
Nel pezzo che porta la firma di Sergio Rizzo si analizzano le promesse del ministro del Carroccio e le sue clamorose ed inconfutabili incoerenze. Si parte con l'annuncio roboante di inizio mandato:"
Taglierò 50 mila poltrone! 34 mila enti impropri! 39 mila leggi inutili!"  per poi scivolare verso i risultati concreti ottenuti; decisamente meno gagliardi degli annunci e degli intenti iniziali. Calderoli aveva infatti prima di tutto individuato degli "enti dannosi" tra cui figuravano consorzi di bonifica, bacini imbriferi, comunità montane, difensori civici, tribunali delle acque, enti parco.
Per questi agglomerati d'inutilità e spreco di pubblico denaro il Giussano dei tempi moderni aveva previsto un triste ed improrogabile destino: la cancellazione totale ed impietosa. Ma il baldanzoso guerriero ha fatto roteare la sua temibile spada a vuoto e, deciso a non lesinar colpi all'aria, ha finito collezionando un gran risultato collegato al nulla di cui sopra. In aiuto degli enti dannosi è difatti subito accorso il miracoloso "decreto milleproroghe" che, tra l'altro, alla faccia della semplicifazione, è un testo di legge chiaro come una pagina di latino scritta da Eta-Beta. In verità qualche taglietto era faticosamente sopravvissuto nella finanziaria del 2010 ma, non abituato al successo, il buon Ministro ha preferito far sparire anche il magro (anoressico) risultato ottenuto. Nessuna abolizione dei difensori civici e delle circoscrizioni nei Comuni (proroga salvifica di un anno). Dormiranno sogni tranquilli ed in magigi castelli fatati anche i "poltronisti" delle giunte e dei consigli locali: nemmeno mezzo taglio per tutto il 2010. Non pago di tutto ciò che (non) ha fatto, l'impavido braveheart padano ha tentato di muoversi al grido di "impunitààààààààà" verso quello che sarebbe dovuto essere il suo campo prediletto, ovvero, la semplicifazione delle leggi. In questo caso il ministro ha voluto però superarsi; impegnandosi nella certosina (ed "utilissima") eliminazione delle leggei cosiddette "esauste".
Ma cos'è una legge esausta? Giuridicamente è una norma che ha perso di efficacia e quindi non è più considerata vigente. Creare una legge apposita per eliminare un'altra legge non più vigente risulta dunque una "geniale" opera di "semplificazione" (almeno nella testa di Calderoli).

LA CILIEGINA
Il vero colpo da fuoriclasse il leghista lo ha dato in effetti proprio muovendosi sui perigliosi sentieri della semplificazione normativa. Andando a toccare alcune leggi un po' datate ma probabilmente non proprio inutili come quella che aboliva la pena di morte e quella che stabiliva l'istituzione della Corte dei Conti, ci si è infatti dovuti attrezzare per sostituire rapidamente il decreto taglia-leggi con un decreto salva-leggi. Fuochi d'artificio, applausi, calici in alto e rutti: l'orgoglio del carroccio può dirsi sano e salvo; per nulla scalfito dalla disarmante inettitudine dei suoi goffi guerrieri. Se non altro perchè, l'inettitudine di chi questi cavalieri del nulla li vota, sarà sempre molto superiore.

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di Germano Milite
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