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Le interviste “beate” del governatore della Campania

Caldoro descrive una regione che non esiste - Video


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Caldoro descrive una regione che non esiste - Video
16/09/2013, 11:02

NAPOLI - “Negli ultimi tre anni la Campania è nella hit delle regioni virtuose”, con queste parole il governatore Stefano Caldoro risponde alle domande del quotidiano ‘il Mattino’, media che non si pone troppe domande, almeno non lo fa con il numero 1 di Palazzo S. Lucia che tra politichese e vuoti di memoria, fotografa la classica regione che non esiste, o almeno, quella che esiste solo sulle sue carte. ''Negli ultimi tre anni – racconta Caldoro - siamo riusciti a mettere in equilibrio il nostro bilancio, abbiamo bloccato l'indebitamento agendo sul colesterolo cattivo dell'aumento della spesa corrente, senza fare macelleria sociale''. Infatti, tutte le persone che hanno perso il lavoro o che lo stanno per perdere nelle aziende partecipate dell’ente pubblico vengono da un’altra regione e trovano più significativo andare a sbraitare sotto il palazzo del governo regionale della Campania. Stesso dicasi per i disoccupati cosiddetti storici, per i quali il termine ‘macelleria sociale’ è solo un complimento rispetto a quello che, nel palazzo dei bottoni, è realmente accaduto. Vergognoso il passo indietro anche sullo spreco dei fondi pubblici, sport tanto ghiotto quanto di voga nell’amministrazione pubblica campana. Ma per il governatore si tratta di una prassi che non tange la regione da lui amministrata, quella è una circostanza ''riferita a tutta la classe dirigente del Paese''. E meno male che l’Europa si è espressa su Amerca’s cup, il più grande e colossale sperpero di denaro comunitario a fronte di nulla. Poi, visto che all’orizzonte non si riesce a convincere più nessuno, giù col politichese parlato e scritto: ''Si è aperta finalmente la strada giusta per permettere l'accelerazione della spesa dei programmi monitorando e intervenendo su chi non riesce a centrare i target – riferisce un governatore poco convinto - Credo che stavolta ci si offre anche un'altra chance: quella della creazione di veri e propri 'cluster', distretti meridionali che condividono gli stessi obiettivi perché legati dalle stesse necessità di sviluppo''. Ovviamente dopo aver sentito queste parole il cittadino comune si chiede: ma che significa? Nulla purtroppo è un modo come un altro per spiegare in maniera poco comprensibile che tutto è eternamente in itinere e che si attendono le scelte del governo nazionale per capire quali saranno le conseguenze del governo locale.

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di Redazione
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