Politica / Regione

Commenta Stampa

Un nuovo "clan" freme per spodestare Cosentino?

Caldoro e Romano, lo scontro tra bande e il Pdl


Caldoro e Romano, lo scontro tra bande e il Pdl
05/08/2011, 11:08

Sembra una storia di cronaca nera, ma è semplice politica. Che si consuma – come se fosse una faida – nelle stanze dei Palazzi di potere. Da una parte il “clan” socialista, il cui “reggente” è il Governatore Stefano Caldoro, dall’altra la “cosca” dello scissionista Paolo Romano che ha stretto legami con l’acerrimo nemico dell’altro “padrino” della politica, Nicola Consentino, col fine di smarcarsi definitivamente dalle sue origini politiche. Passateci il gioco di parole, che poco (?) confà alla politica locale. Ma se da giorni ormai assistiamo allo scontro tra bande tra i vari big seduti in Regione, possiamo parlare di guerra fratricida?
E veniamo al dunque. Stefano Caldoro rimane l’unico presidente della Regione eletto in Italia con una bassa percentuale di preferenze, indicato dall’alto e rappresentante di un movimento – i nuovi socialisti – che da sempre hanno tendenze “terzo poliste” a dispetto della loro collocazione all’interno delle varie alleanze di centrodestra. Paolo Romano invece è stato eletto nel Casertano consigliere regionale arrivando terzo su tre seggi disponibili, ma nonostante la vittoria risicata al fotofinish contro Giuseppe Sagliocco (area Landolfi) è riuscito ad essere promosso da capogruppo a presidente del Consiglio Regionale, sfilando il posto ad un veterano come Fulvio Martusciello.
Nelle recenti campagne elettorali per le amministrative, Romano e Caldoro – clan a due teste – sono andati contro la linea politica imposta direttamente da Roma e recepita dal coordinamento regionale come tradizione partitica impone. I due scissionisti hanno preferito così far perdere colpi alla cosca madre (il Pdl) pur dicendosi distanti dai giochi politici a causa delle figure di alto profilo istituzionale da loro ricoperte.
Non è un caso che sia la Giunta che la Regione, per la stesura del Bilancio, si siano rivolte allo stesso professionista (vai alla voce De Angelis) ed abbiano fatto finta di litigare sul patto di stabilità, pur garantendosi gli optional previsti da legge ai loro Santi Uffizi . E mentre c’è chi si sforza nel tenere un partito ben saldo, già c’è qualcuno che pensa al dopo Berlusconi anche in chiave locale…
Ed intanto, la riflessione dei cittadini è la seguente: quali leggi sono state presentate dal Pdl in Consiglio Regionale? E quali invece sono state le leggi fatte approvare dal presidente del Consiglio? Uno, due, tre… non ne viene in mente nessuna, tranne che le delibere di Giunta recepite senza batter ciglio dall’Assise del Centro Direzionale.
Ed è questo che determina le diatribe nella maggioranza. Ultimo atto, in ordine temporale, della faida in corso? La nomina dei dirigenti alle Asl di Caserta, Avellino e Benevento. Caldoro, il capo di un clan sempre più verso la scissione, è accerchiato dal Pdl. Segno eloquente che la leadership di un boss è messa in discussione, dando adito allo scontro tra bande.

Commenta Stampa
di Coscienza
Riproduzione riservata ©