Politica / Regione

Commenta Stampa

Continua l'attacco del neo Governatore della Campania

Caldoro fa politica nel partito che non è il suo, invece di governare


Caldoro fa politica nel partito che non è il suo, invece di governare
23/07/2010, 12:07

“Avrei vinto anche senza Cosentino: in Campania c’era voglia di rinnovamento”. Queste le parole del neo Governatore alla Regione Campania Stefano Caldoro sulla rete televisiva La 7 nel corso di una trasmissione televisiva che sembrava rispondere alle critiche, imparziali, mosse dalla diretta di mercoledì andata in onda sul circuito Julie che riguardava la questione morale all’interno dello scenario politico campano. Il primo uomo di Palazzo Santa Lucia cerca di accreditarsi meriti non suoi al 100% sferzando attacchi sulla stampa ed in televisione a chi con il suo apparato politico e dirigenziale gli ha regalato una vittoria che, altrimenti, non sarebbe mai arrivata. Stefano Caldoro è una persona in gamba, non c’è nulla da dire, ma quante persone valide esistono al giorno d’oggi che rimangono sul ciglio della strada in attesa di una giusta collocazione nella società campana pur avendo i titoli e l’esperienza che molti dirigenti di aziende pubbliche o private non hanno? Cos’è che ha permesso a stefano Caldoro di vincere? I 900 mila voti circa del PDL coordinato da Nicola Cosentino alle ultime regionali se non erro. Quanti voti nominali ha ottenuto Stefano Caldoro? 1.586.490 precisamente contro i 1.258.787 registrati in favore di Vincenzo de Luca. I voti della mini coalizione di Caldoro (Nuovo-PSI, MPA, PRI ed altre sigle sconosciute ai cittadini campani) a quanto ammontano? 159.768 per l’esattezza. Aggiungiamo a questi i 259.204 voti dell’UDC, che senza il patto di ferro stipulato con il PDL del suo acerrimo nemico Nicola Cosentino, avrebbe teso la mano al candidato di centrosinistra, perché l’Unione di Centro ha sempre dimostrato di non amare la sconfitta. Ai voti del PDL, dell'UDC e della 'cricca' Caldoro si aggiungono i 323.518 della coalizione di centro destra composta da altri 5 partiti. Adesso è necessario capire quanto è pesata la neo corrente di Generazione Italia all’interno degli 872.628 voti del PDL, ma siamo larghi con le stime e facciamo un 50%. Quindi senza 400.000 voti circa, Caldoro avrebbe perso alla Regione così come fu sconfitto alla Provincia di Napoli. Se la voglia di cambiamento a cui fa riferimento l’attuale presidente della Regione Campania avesse avvantaggiato un altro candidato a differenza sua, designato dallo stesso Cosentino in accordo con il Premier Berlusconi, diciamo che la coalizione di Centrodestra avrebbe vinto anche senza i voti del trittico messo su da Caldoro con 1.426.722 preferenze per il candidato che avrebbe espresso, volente o nolente, la voglia di cambiamento verso destra della popolazione campana. Dopo questo ragionamento basato sui numeri e non su i “se” ed i “ma”, mentre il Presidente della Regione cerca di fare politica per giustificare il suo merito dopo le elezioni vinte, è consigliabile per il Governatore della Campania continuare a lavorare in silenzio per il bene della comunità che lo ha eletto e non per fare luce in un partito che ha contribuito a dargli la vittoria e che sicuramente non è il suo, ma di chi gli ha dato la possibilità di ricoprire il ruolo di Governatore: Silvio Berlusconi. Sulla vicenda del dossier, la Julie esprime massima solidarietà al presidente Caldoro ed alla sua famiglia, ma ribadisce la fiducia nella magistratura che sta indagando sulla questione. Il responso si avrà alla fine e sarà di natura giuridica, poi la politica farà il suo corso. Adesso, però, è giunto il momento di governare.

Commenta Stampa
di Livio Varriale
Riproduzione riservata ©