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Il Governatore nomina un condannato all'Astir

Caldoro garantista ad occhi chiusi

Diodato dovrebbe gestire le bonifiche

Caldoro garantista ad occhi chiusi
05/04/2011, 12:04

La storia è sempre quella: un presidente di una regione importante come la Campania eletto con il 54% dei voti, la cui titolarietà è pari solo al 5% della sua minicoalizione messa in piedi per garantire 4 seggi ai suoi amici più intimi. Un partito alle spalle vincente negli ultimi cinque anni in tutte le province di una regione che per anni ha conosciuto solo il colore politico del rosso bassoliniano. Il governatore è Stefano Caldoro, il partito che lo ha fatto eleggere è il PDL e gli amici sono i socialisti di lunga durata, quelli che, indipendentemente dalla destra e dalla sinistra, sono sempre nei Palazzi di potere. Caldoro vuole sfasciare il PDL, cerca alleanze con i partiti minori e scende a patti con personaggi politici che sono in odor di camorra così come testimoniano indagini della Procura Distrettuale Antimafia. Non quelli accusati da pentiti la cui veridicità non è stata verificata, ma da quelli condannati, le cui parentele losche sono al vaglio degli inquirenti basandosi su prove lapalissiane. Peccato per i cittadini campani che questi personaggi contornati da ombre hanno i voti e lo dimostrano sempre puntualmente nelle tornate elettorali. Migliaia di preferenze alle comunali e decine di migliaia alle regionali, ma l’origine è sempre quella: la malavita organizzata. Non è bastata una condanna ed una interdizione dai pubblici uffici a togliere quella vena di garantismo socialista al presidente della regione Stefano Caldoro. L’ex deputato dei nuovi, ma sempre vecchi rappresentanti del garofano, si è sempre detto un garantista, ma adesso, messo dinanzi a sentenze e pene definitive, non si è schierato in favore della legalità. Non basta presenziare alle manifestazioni in favore di una politica migliore senza condannati in una regione martoriata da interessi criminali, bisogna prendere definitivamente le distanze dalla realtà marcia e questo Caldoro non l’ha fatto. Il presidente pulito, ha provveduto a nominare all’ASTIR l’ex consigliere regionale condannato ed interdetto dai pubblici uffici, Pietro Diodato. Il mr. preferenze di Pianura, con domicilio a Minturno, ha dato una mano a raccogliere consenso anche all’amica del traditore del PDL Italo Bocchino, Mara Carfagna, che non ha mai nascosto le sue simpatie verso Fini e non ha potuto smentire di aver avuto una relazione sentimentale con lo stesso capogruppo alla Camera di Futuro e Libertà. Dov’è che Caldoro ha sbagliato quindi? Il discorso è semplice e fila liscio. L’ASTIR è una società interamente partecipata dalla Regione Campania che ha come scopo quello di procedere alle bonifiche di un territorio inquinato come quello campano. Questo consentirebbe a Diodato di gestire milioni e milioni di euro per ripulire i suoli della Regione. Una nomina che vale quanto un assessorato praticamente, che lo stesso Diodato pare abbia rigettato con delle dimissioni che Caldoro avrebbe dovuto accettare ad occhi chiusi, ma che invece ha respinto. Lui persona per bene, il presidente, che vuole a tutti costi nella sua squadra un condannato, allo stresso tempo indagato per gravi reati e collusioni con la malavita organizzata. Ma qual è il motivo di tanto interesse? Primo, Caldoro cerca di sgretolare il PDL in favore di Fli, dove nelle ultime ore stanno convergendo alcuni candidati al comune di Napoli che fanno riferimento allo stesso Diodato e che non hanno trovato spazio nella lista cittadina del partito del Presidente Berlusconi. Dal misero 5% ottenuto così alle regionali che non gli avrebbe permesso certamente di diventare il governatore della Regione, Caldoro cerca di creare un’alternativa al PDL puntando sui pezzi più quotati politicamente. Il tutto per dare lo smacco finale al coordinatore regionale del Popolo delle Libertà, Nicola Cosentino, protagonista indiscusso della scelta fatta da Berlusconi a suo tempo, la stessa che ha dato l’opportunità all’attuale presidente di essere il Governatore di 5 milioni di abitanti con la sua minicoalizione dal 5% di consensi. Milioni di euro da gestire per le bonifiche in cambio di migliaia di voti che lancino a livello locale l’antagonista di chi gli ha dato i natali: è questo l’accordo non più tanto segreto che vede Caldoro, Bocchino, Mara Carfagna e Pietro Diodato. E pensare che l’onorevole Luigi de Magistris, attualmente candidato a sindaco di Napoli per l’IDV, ha fatto sì che in campania non giungessero circa 400 milioni di euro per le bonifiche dal Parlamento europeo. La motivazione ? Non dare i soldi per farli gestire da un condannato per brogli elettorali ed indagato per essere in odor di camorra.

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di Coscienza
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