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Ancora bloccata la scelta dei nuovi assessori

Caldoro paralizzato dallo scontro tra Berlusconi e Fini


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Caldoro paralizzato dallo scontro tra Berlusconi e Fini
17/04/2010, 10:04

NAPOLI - Un esordio sicuramente difficile e poco esaltante quello del neo governatore campano Stefano Caldoro. Dopo aver vinto per una manciata di voti contro Vincenzo De Luca alle scorse elezioni regionali, l’ex ministro socialista si è visto infatti letteralmente legato da un groviglio apparentemente indistricabile di nodi. Tra le gatte più difficili da pelare c’è  la questione legata alle nomine degli assessori e i conflitti interni ad un partito che è rimasto unito solo ed esclusivamente dal collante della striminzita vittoria. Tra i nomi che circolano nei corridoi c'è quello della bella politica avellinese Antonia Ruggieri; pupilla di Silvio Berlusconi e figlia del principale stampatore di manifesti elettorali per i big del Pdl (tra cui Mara Carfagna). Altro possibile assessore che sarebbe stato quasi imposto al nuovo numero uno di Santa Lucia è il preside del Politecnico Edoardo Cosenza.
Ma La grana più grande che farà passare notti insonni a Caldoro e terrà ancora una volta bloccata l’amministrazione campana è certamente il nuovo, aspro e potenzialmente devastante conflitto interno al Pdl esploso tra il Premier e Gianfranco Fini. Il Presidente della Camera ha chiesto al suo potente alleato delle risposte chiare che non sono arrivate. Proprio riguardo la Campania, l’ex leader di An avrebbe fatto notare la pesante questione etica e morale legata ai candidati pregiudicati inseriti nelle liste del Pdl campano, sentendosi poi ribattere da Berlusconi in persona: “Oramai abbiamo vinto, va tutto bene”. Intanto nell’aula regionale, è già partita la conta dei finiani doc pronti a creare la scissione con i forzisti e gli ex-aennini. In prima linea, naturalmente, c’è Italo Bocchino; seguito a ruota da Enzo Rivellini e dalla sua compagna Bianca D’Angelo. Collegati a Bocchino ci sarebbero poi Daniela Nugnes e Pietro Diodato; anche se, per i due consiglieri, si era palesata fin da subito la possibilità di creare un’altra piccola corrente isolata. E allora? Tra condannati, riciclati, ipocriti e furbetti, la tanto sbandierata discontinuità sembra sempre più la classica manovra pre-elettorale che non trova riscontro nella realtà dei fatti e nei provvedimenti presi.
Il nuovo governatore, debolissimo in termini di consensi, deve in ultimo fare i conti proprio con il folto gruppo di finiani ed anticosentiniani di vecchia e nuova scuola senza i quali quasi certamente non sarebbe potuto salire sulla spinosa poltrona di Santa Lucia. E in questo caso, se il re non è nudo, è sicuramente ricattabile da chi ha migliaia di preferenze da sbattere sul tavolo del potere ed altrettanti modi per far valere la propria voce che, è bene ricordarlo, non è praticamente mai quella dei cittadini.

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di Germano Milite
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