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Il presidente ha smantellato i centri di potere "Bassolino"

Caldoro taglia i ponti con il passato. Revocate 137 delibere


Caldoro taglia i ponti con il passato. Revocate 137 delibere
24/07/2010, 13:07

Caldoro taglia con il passato e lo fa annullando 137 delibere del suo predecessore Antonio Bassolino. Dopo la revoca degli incarichi dirigenziali, il neo governatore della Regione Campania ha deciso di tagliare tutti i ponti con le attività messe in campo nella precedente gestione. Il presidente della Regione ha provveduto a rimuovere quei carrozzoni politici che in questi anni sono serviti più per le attività politiche dei partiti di centro sinistra che per le reali opportunità di sviluppo della Regione. Cadono quindi i punti di riferimento del centrosinistra bassoliniano da sempre utili alla compagine politica dell'ex presidente della Regione Campania, impegnato con la sua fondazione SuDD. Nello specifico il presidente Caldoro ha deciso di annullare il protocollo dell’acquario a Bagnoli, con la speranza che il suo ciclo rilanci dopo tanti anni l’area ovest di Napoli, l’università a Scampia, che merita però una giusta alternativa alle piazze di spaccio ed ai centri abbronzanti descritti da Saviano, e soprattutto la riqualificazione del centro storico di Napoli con il quale Bassolino, insieme al suo fedele delfino Oddati, stava pensando di dare una mano ai suoi amici con la solita metodica dei finanziamenti a pioggia, trascurando aree del centro storico napoletano gestite da presidenti di municipalità "non omologati con il loro colore politico" così come dichiarato negli studi della Julie dal presidente David Lebro. Annullato anche il progetto della costituzione di una biblioteca dell’Istituto Italiano degli Studi Filosofici, dove salottieri di sinistra della città se la sono cantata e suonata da soli per tanti anni, godendo di finanziamenti che non hanno trovato una pubblica utilità. Per colpire i centri di potere bassoliniano sono state penalizzate soprattutto le varie fondazioni “Shalom” e la Fondazione IDIS di Città della Scienza che per anni hanno pagato a prezzo maggiorato servizi di comunicazione per poter far lucrare più di un fedelissimo dell’ex governatore a discapito dei fondi pubblici necessari a soddisfare le molteplici esigenze della cittadinanza campana. Critiche alla maggioranza di centrodestra alla Provincia vengono dal consigliere provinciale del Pd Livio Falcone. "E' una vergogna - spiega - in un momento di grave crisi economica come quello che stiamo attraversando, dove le famiglie non riescono ad arrivare alla fine del mese, le imprese sono sempre più in difficoltà, la disoccupazione cresce a dismisura, migliaia di dipendenti, per le scelte della nuova giunta Caldoro, non percepiscono lo stipendio, il centrodestra a Piazza Matteotti ha avuto il coraggio di portare all'attenzione del Consiglio Provinciale di oggi due delibere, sulla Fondazione Idis Città della Scienza e Ceinge, che prevedono l'aumento dei componenti dei consigli di amministrazione, la possibilità per questi ultimi di autodeterminarsi da soli il proprio compenso, l'istituzione di nuovi comitati esecutivi (per sistemare altri amici del potere) con tanto di Presidente, vice Presidente e consiglieri - lautamente retribuiti - annullando, peraltro, i poteri dell'unico organo di controllo che è il collegio sindacale. Si taglia l'arte, la cultura, il futuro della città per aumentare le prebende e l'affarismo politico"."Dopo che ho denunciato, durante i lavori, la vergognosa operazione che era in atto - ha aggiunto il consigliere del Pd - la maggioranza di centrodestra ha avuto almeno la decenza di rinviare la delibera nella commissione competente. Il solo fatto che Cesaro, assessore alle partecipate, ci abbia provato è una vergogna che dovrebbe indignare tutti i napoletani".

Il presidente Caldoro ha anche congelato trasferimenti alle società di trasporto ed una tranche per la metropolitana di Salerno nel tratto Stazione-Stadio Arechi, creando non poche grane al suo assessore cosentiniano Vetrella, dimessosi dal Senato della Repubblica per gestire l’assessorato ai Trasporti ed alle Attività Produttive. Anche nella sanità il presidente ha tagliato i fondi al Centro per il Trapianto di Rene al Ruggi d’Aragona di Salerno ed al Trauma Center del Santobono. Caldoro, inoltre, ha bloccato altri atti che hanno penalizzato la società di informazione regionale Campania Digitale, l’Enoteca Parco del Gusto ed il commissariato di polizia nel Polifunzionale di Soccavo. Inoltre, tutte le società a partecipazione regionale vedranno decadere i propri Consigli di Amministrazione "per esigenze di contenimento della spesa" lasciando a quest’ultimi il compito di svolgere solo poteri ordinari in attesa delle nuove nomine.

Non solo tagli, ma anche incentivi per lo sviluppo della Regione. A godere di un cospicuo finanziamento è stato l’assessore all’urbanistica Marcello Taglialatela, che ha visto 41 mln di euro stanziati per l’edilizia sociale. Dopo lo stop ai comandi rientreranno, per riempire i vuoti e desolati uffici di Palazzo Santa Lucia e del Centro Direzionale, circa mille dipendenti regionali distaccati, in alcuni casi, da molti anni. Tra di loro anche "orientatori" dei centri di formazione che in questi anni hanno formato, per la maggior parte, a “vacante”. Nel frattempo si aspettano le nomine delle ASL, dove il presidente ha un forte sostegno da parte dell’opposizione. "Caldoro faccia uno scatto d'orgoglio e dimostri di essere un presidente libero da lottizzazioni politiche, nominando ai vertici delle Asl dei tecnici lontani da giochi di potere". E' quanto sottolinea in una nota il consigliere regionale Nicola Marrazzo, questore al personale del Consiglio regionale della Campania."Questa assurda querelle partitica - osserva - per la spartizione di poltrone tra Udc e Pdl, dimostra che Caldoro è facile bersaglio di giochi di potere. Ed è il peggiore inizio per raggiungere gli obiettivi di una sanità virtuosa. Lancio un appello a Caldoro: scelga in maniera autonoma, perché se si lascia così pesantemente condizionare all'inizio della sua legislatura, sarà sempre vittima di 'zavorre' che non gli permetteranno mai di governare nel bene e nell'interesse comune di tutta la Campania".

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di Livio Varriale
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