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Caldoro tifa Benevento e Patroni Griffi si arrabbia


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Caldoro tifa Benevento e Patroni Griffi si arrabbia
12/09/2012, 14:08

NAPOLI – Galeotto è stato un post su twitter ma non per far innamorare, anzi, per separare nettamente due pensieri e due visioni della Pubblica Amministrazione. Onestamente ancora ci chiediamo come è stato possibile che un uomo di riconosciuta profonda esperienza ed intelligenza politica quale Stefano Caldoro abbia potuto abbracciare la causa persa della provincia di Benevento che, stando alla Spending Review del governo Monti, sparirà a breve. Entra in punta di piedi nella crociata sannita il governatore della Campania, pur cosciente che il mega carrozzone rappresentato dall’Ente ospitato nella Rocca dei Rettori, è il tripudio della spesa pubblica, rimpinguato com’è da realtà territoriali partecipate che servono solo ad onorare tante, troppe promesse elettorali. E questo a Roma lo sanno bene, come sanno bene che la scure sul numero di abitanti è solo una ingegnosa trovata del legislatore che intendeva individuare, in realtà, quelle amministrazioni pigre dedite alla conservazione delle poltrone e dei privilegi più che alla risoluzione dei problemi della gente. Ad un governo tecnico come quello di Mario Monti non è sfuggita la sfumatura, e Patroni Griffi ha ribadito con la plombe che gli è solita che il governo darà seguito alla legge votata dal parlamento nella direzione di “eliminare gli sprechi, le inefficienze e gli anacronistici campanili”.  Volendo sintetizzare lo strappo tra la Campania ed il governo nazionale, appare evidente come certe usanze sono dure a morire. Parentopoli, clientopoli, politopoli e marchettopoli, sono tutti sinonimi di “benvenuti al sud”

 

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di Rosario Lavorgna
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