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Domani il voto. Oggi aula semivuota. Bersani: "Penoso"

Camera: al discorso di Silvio il lungo sbadiglio di Bossi

"Andiamo avanti. Nessuna alternativa credibile oltre noi"

Camera: al discorso di Silvio il lungo sbadiglio di Bossi
13/10/2011, 13:10

ROMA – Il 51esimo Berlusconi day si apre all’insegna del solito discorso. “Non ci sono alternative possibili”: è con questo appello che il presidente del Consiglio ha chiesto alla Camera dei deputati di confermare la fiducia al suo governo (il voto è già stato calendarizzato per domani). “Mai come adesso faremo un passo indietro. Completeremo l’iter delle riforme” ha assicurato il Cavaliere, elencando i provvedimenti che ha intenzione di presentare in Parlamento. È un’aula semivuota quella a cui si è rivolto il premier, perché l’opposizione, ad eccezione dei Radicali, ha deciso di disertare l’emiciclo come forma di protesta. Ad interrompere il suo monologo, solo qualche applauso e soprattutto il lungo sbadiglio di Umberto Bossi. Il leader leghista, infatti, rigorosamente seduto alla sinistra del premier, si è concesso un lungo sbadiglio durante il suo discorso: unica concessione al galateo, la mano davanti alla bocca.
“Quando il governo perde la fiducia della sua maggioranza, la parola deve tornare agli elettori”. Così il Cavaliere nel suo intervento di 20 minuti. “Parlare di sfiducia è del tutto improprio” dopo il no al Rendiconto, il quale non è che “un atto di riscontro contabile”, ci tiene a sottolineare. “Non vi nascondo – ha aggiunto - la gravità dell’incidente”, “ma ciò non può avere conseguenze sul piano istituzionale”. “La vigilanza istituzionale del capo dello Stato è impeccabile”, ha proseguito, sottolineando che “io sono qui, con la mia maggioranza coesa, a testimoniare che l’Italia ce la può fare e ce la farà battendo la strategia del pessimismo” e degli “sfascisti”. “Il nostro governo comunque andrà avanti senza farsi condizionare da nulla se non dal rispetto della Costituzione e degli impegni europei”, ha affermato il premier, che ha ribadito nessun passo indietro perché “le elezioni anticipate non sarebbero una soluzione ai problemi che abbiamo”.
Domani la Camera sarà chiamata a votare la fiducia al governo e l’opposizione in questo caso parteciperà al voto. Intanto sempre domani si dovrebbe tenere un nuovo Consiglio dei ministri, probabilmente dopo il voto di fiducia: all’ordine del giorno della seduta di domani dovrebbe esserci il rendiconto generale dello Stato.
Per il momento la critica più dura arriva da Pierluigi Bersani, per il quale Berlusconi ha fatto un discorso sul piano politico penoso e non ha risposto in nessun modo alla richiesta del presidente della Repubblica su come intende governare al di là delle fiducie. “Siamo allo sbandamento totale”. Così il leader del Pd attacca, fuori dalla Camera, l’intervento del premier in Aula. Quanto alla strategia indicata dal premier per risolvere la bocciatura del rendiconto generale dello Stato, per Bersani “è un mezzuccio che non risolve la questione. L’unica via d’uscita sono le dimissioni del governo e noi rimaniamo su questa posizione”. Duro anche il parere del leader di Italia dei Valori: “Siamo tra Vanna Marchi e la mafia. Non si può andare avanti con un Parlamento ai limiti dell’eversione”, ha infatti affermato Antonio Di Pietro.

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di Antonio Formisano
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