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Camorra e potere in Campania


Camorra e potere in Campania
22/10/2009, 12:10

 


 

CAMORRA E POTERE IN CAMPANIA.


 

di Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco


 

Lo striscione esposto davanti alla sede della Regione Campania, in occasione della manifestazione dei lavoratori dei Consorzi della raccolta differenziata, aveva colpito tutti. Era sembrata una provocazione pesante: “Viva i Casalesi”, così recitava, quello striscione, facendo riferimento al clan della camorra che ha gestito il traffico dei rifiuti tossici e nocivi nella nostra Regione. Alla luce di quanto è stato deciso da Berlusconi, quello striscione era invece un chiaro auspicio. Il “casalese” Nicola Cosentino, sarà il candidato del Centro Destra alla Presidenza della Regione Campania nel 2010. Cosentino è nato a Casal di Principe il 2 Gennaio del 1959, ultimo di quattro fratelli. Al padre Silvio, viene attribuito il soprannome di : “ ‘O mericano”, per via dei suoi traffici con gli americani che, nel primo dopo guerra, erano, ancora insediati nella zona. La società che lui fonda nel 1975 è la “Aversana Petroli” che oggi fattura 80 milioni di euro. il gruppo si è ingrandito e ora è composto da Aversana gas *, Aversana Petroli; Ip Service (pompe di benzina); Immobiliare 6C e Agripont. La gestione di queste imprese è, attualmente, nelle mani dei fratelli Mario, Giovanni e Antonio. Nel 1997 la Prefettura di Caserta negò all'Aversana il certificato antimafia per un appalto pubblico. Mario Cosentino, fratello del sottosegretario, è, infatti, sposato con Mirella sorella di Giuseppe Russo, detto 'Peppe 'u Padrino', condannato all'ergastolo per associazione mafiosa e omicidio. Anche Tar e Consiglio di Stato confermarono il no al rilascio del certificato antimafia. Nonostante le sentenze, il certificato venne infine concesso dal prefetto di Caserta Elena Stasi, poi eletta alla Camera nel Pdl.

Come in tutte le famiglie di contadini ricchi e con qualche ambizione del Sud, il fratello più piccolo deve studiare. La tradizione vuole che il giovane possa intraprendere solo tre carriere; quella del sacerdote, dell’esercito o della politica. I Cosentino optano per la politica e il giovane Nicola deve studiare Legge, per diventare avvocato. Era il 1982, quando il giovane e non ancora laureato Nicola debutta in Consiglio Comunale a Casal di Principe, eletto nelle file del Psdi. Il partito socialdemocratico viene scelto perché nella Democrazia Cristiana non c’è posto. La D.C. , nella provincia di Caserta è occupato da sempre, dalla famiglia Bosco, che non lascia spazio a nessuno.

La carriera politica di Nicola Cosentino non ha mai registrato battute di arresto: Assessore alla Provincia di Caserta, Consigliere Regionale, Deputato eletto nelle liste di Forza Italia, è attualmente Sottosegretario alla Economia e coordinatore regionale del Partito delle Libertà.

Era chiaro che l’unico vero candidato alla presidenza della Regione era “ ‘O figlio do ‘Mericano” di Casale di principe, infatti, l’elezione di Gigino Cesario di Sant’Antimo, alla Presidenza della provincia di Napoli, era la necessaria preparazione. Cesario, ha avuto una esperienza simile a quella di Cosentino, anche lui Assessore alla provincia eletto nelle liste del PSI; è anche lui il fratello più piccolo della famiglia di costruttori sospettata di avere legami con il clan dei Verde, che sono un gruppo di delinquenti forti nella zona ed alleati dei “casalesi”. Nicola Cosentino, appena saputo della sua investitura da parte di Berlusconi, ha dichiarato che lui non ha nessuna pendenza con la Giustizia: “Sono limpido!” ha affermato con innegabile faccia tosta. Da notizie riportate dall’Espresso nel Settembre del 2008 ben quattro pentiti di camorra lo accusano di avere avuto rapporti con il boss Sandokan e di aver ricevuto tangenti dal proprietario della “Eco 4”, la società responsabile dei traffici di rifiuti nocivi e tossici sversati nel territorio casertano. Anche Mario Landolfi, di Mondragone, deputato e ministro dei Governi di centro destra, suo vice nella gestione del PdL in Campania sarebbe coinvolto in queste vicende.

La domanda che sorge spontanea è: “Ma allora, a che è servita la denuncia di Roberto Saviane? A cosa sono servite le battaglie di Don Ciotti e della Associazione “Libera”? A che è servito il sacrificio di Don Peppino Diana e dei tanti che sono stati massacrati da quella camorra tanto violenta quanto spietata?

E’ mai possibile che in Campania la destra non aveva un candidato più presentabile? E’ mai possibile che la società civile di questa Regione abdichi al suo ruolo e si arrende alla delinquenza organizzata? Che dice il ministro Maroni di questa scelta?

L’ attuale Governo Regionale sta annegando negli scandali della corruzione che travolge la famiglia Mastella, mentre non è esente da problemi con la giustizia lo stesso Bassolino. Il centro sinistra al Comune di Napoli si sono verificati gravi episodi di collusione e corruzione tra imprese e politica. Purtroppo, questi scellerati comportamenti possono portarci a cadere dalla padella alla brace. Corriamo il rischio serio di passare dalla corruzione della classe dirigente al Governo diretto della Camorra. In Campania occorre una rivolta morale dei cittadini onesti che devono mobilitarsi per ottenere una politica pulita e senza sospetti per costruire uno sviluppo certo che tarda ad arrivare. Soprattutto perché la Magistratura da solo non è in grado di perseguire tutti i reati. Purtroppo quello striscione esposto fa pensare che la battaglia sarà veramente dura. Se questa è la situazione del PDL grave è la situazione negli altri Partiti : PD, IdV, ecc. Bisogna, con urgenza, metterci le mani sciogliendo i Partiti e comissariandoli per il periodo necessario. Oggi , non esiste, più democrazia in Campania ed i Partiti servono all'arricchimento di pochi.E' una vergogna.


 

* La Aversana Gas era la società che aveva ordinato il carico di gas dei vagoni che sono scoppiati a Viareggio provocando una strage di cittadini inermi e grandi danni. Il carico doveva arrivare allo scalo di Gricignano di Aversa, da dove sarebbe poi stato distribuito in Campania. Non esiste un rapporto diretto tra committenti e responsabilità nel disastro, anche se la casa austriaca proprietaria dei vagoni, pensa che qualche responsabilità debba essere attribuita anche alla famiglia Cosentino .

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di Raffaele Pirozzi
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