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Approvata la legge regionale presentata da Martusciello

Campania: annullata legge “truffa”, decaduto il Corecom


Campania: annullata legge “truffa”, decaduto il Corecom
09/07/2010, 12:07


NAPOLI - Approvata ieri dal Consiglio regionale della Campania la legge anti-sprechi che ha praticamente azzerato le cariche del Corecom. Meno stipendi d’oro e più trasparenza. Questo è il senso della legge che vede come primo firmatario Fulvio Martusciello. Con 30 consiglieri a favore sui 48 presenti (il centrosinistra si è astenuto nella votazione degli emendamenti ed ha votato contro all’intero articolato), il Consiglio regionale ha dato dunque via libera alle nuove norme sulle nomine. Un provvedimento che introduce elementi di risparmio nella gestione degli enti di competenza regionale e nelle società partecipate dalla Regione. Il Corecom finì nell’occhio del ciclone già alcuni mesi prima della fine del Governo Bassolino, quando in barba alla vecchia normativa, fu approvata una nuova norma che confermava per altri 5 anni l’intero assetto istituzionale dell’Ente. Un “atto”, oggi decaduto, ma che continua a creare agitazione tra alcuni editori della Campania. Da fonti informate, infatti, molte emittenti televisive locali avrebbero già preparato una dettagliata denuncia all’autorità giudiziaria, in cui emergerebbe una palese incompatibilità di alcuni membri del Corecom, ormai a fine mandato. Sulla vicenda, naturalmente, sarà la magistratura napoletana a fare la giusta chiarezza. Chiarezza anche su possibili pressioni che un consigliere regionale, nominato recentemente a capo di una commissione, avrebbe fatto sul Corecom a discapito di un’emittente televisiva che avrebbe riportato alcune notizie riguardanti eventuali rapporti intrattenuti dal politico in questione con esponenti legati ad ambienti camorristici. Nell’occhio del ciclone, per questioni di incompatibilità, anche alcune nomine di persone ritenute molto vicine ad un attuale assessore regionale e alla passata presidenza della giunta regionale. Su uno di questi pende anche una richiesta di rinvio a giudizio per la vicenda “Arpac”. In discussione anche la posizione dell’ex dirigente del settore di presidenza Settimio Vinti, noto per la consulenza della moglie presso il Consiglio regionale e accusato da un dipendente per alcune nomine dirigenziali (alla nostra redazione il dipendente ha consegnato numerosa documentazione probatoria). Da chiarire pure la posizione di Marianna Fragna, responsabile del procedimento, che avrebbe costretto i delegati di alcune emittenti televisive a recarsi più volte presso gli uffici del Corecom per depositare alcuni atti ufficiali, mettendo a rischio in questo modo la trasparenza del proprio operato. Naturalmente qualora siano ravvisate responsabilità penali toccherà alla magistratura fare la propria parte.

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di Redazione
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