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Campania, Armato: “Senatori PD impegnati per “salva comuni””


Campania, Armato: “Senatori PD impegnati per “salva comuni””
28/11/2012, 11:26

“Dopo l’approvazione alla Camera del decreto 'salva Comuni’ l'impegno dei senatori napoletani e campani del Pd è ora finalizzato a migliorare ulteriormente il provvedimento. Sono stati presentati emendamenti a prima firma Annamaria Carloni, e Maria Fortuna Incostante, e sottoscritti anche dai senatori Alfonso Andria, Vincenzo De Luca e Franca Chiaromonte”, a dichiararlo e’ Teresa Armato, senatrice del Partito Democratico, firmataria degli emendamenti Pd a Palazzo Madama.

“Il nostro obiettivo e’ di rendere più congrua la quota dei finanziamenti procapite e di spalmare su un numero di anni più lungo il tempo per rientrare dal prestito – continua Armato -. Abbiamo presentato un emendamento per modificare e ampliare i criteri per la determinazione dell'importo massimo dell’anticipazione a valere sul fondo di rotazione per assicurare la stabilità finanziaria degli enti locali portandoli dagli attuali 200 euro ai 300 euro per abitante. In modo da aumentare il contributo per Napoli a trecento milioni. Inoltre si prevede il monitoraggio degli andamenti del fondo prevedendo interventi correttivi in caso di scostamento”, spiega.

“Un altro emendamento autorizza la Cassa depositi e prestiti a concedere mutui ad Equitalia allo scopo di corrispondere agli enti locali che lo richiedano somme per l'acquisto di crediti sui principali ruoli coattivi, entrate tributarie” aggiunge Armato.

“Un altro emendamento prevede che il ripiano di disavanzo di amministrazione, che a tutt'oggi deve essere eseguito in cinque anni, venga ammortizzato in dieci anni. Per il comune di Napoli si tratta di una possibilità di importanza vitale il disavanzo rilevato ê infatti di 850 milioni”, sottolinea Armato.

“Abbiamo anche presentato emendamenti per il fondo di rotazione regionale per concedere anticipazioni di cassa per il graduale ammortamento dei disavanzi e dei debiti fuori bilancio accertati, nonché per l'attuazione delle altre misure di riequilibrio finanziario. Le regioni, a tal fine, adottano un piano di riequilibrio finanziario pluriennale, da sottoporre all’approvazione del Ministero dell’economia e delle finanze”, conclude Armato. Napoli, 27 novembre 2012.

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di Redazione
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